Vai al contenuto

l’Attore Cane

agosto 21, 2012

Theatre seats

l’attore cane, spesse volte, non lo si riconosce subito:
fa fatica ad affiorare quel senso di distacco, unito ad un sano disgusto, per la cosa che stiamo vedendo o ascoltando, non si manifesta subito quello sbalordimento, in negativo, che genera avversione verso colui che, anche inconsapevolmente, si distacca in maniera esponenziale dal concetto basilare di arte.
non si associa lo smarrimento subitaneo ai motivi che lo provocano, ma il perdurare della ripugnanza ci costringe a farci delle domande sensate, anche a giorni di distanza.
se nonostante sforzo di concentrazione e buona volontà non abbiamo avuto stima culturale e rispetto accademico per lo spettacolo o il film che abbiamo visto, probabilmente la responsabilità è dell’attore cane.

l’assioma regnante e principale è che, in qualsiasi disputa, la ragione è prevalentemente dell’attore: egli ha ragioni da vendere ad autore, regista, produttore e spesso anche a manovalanza e pubblico.
ma se è cane tutto si trasforma in un temporale di scarico vicendevole di responsabilità.
se l’attore è cane, non ha ragione. mai.

ma come si riconosce un attore cane? cosa lo differenzia dall’attore bravo e cosa dal mestierante? come è possibile accoglierne le caratteristiche principali?
anche qui l’esame da condurre risente di un’altro dettame, purtroppo non mio:
solo il 4% delle persone che fanno il mestiere dell’attore ha davvero le potenzialità e il talento per farlo. ovviamente chi non lo fa per professione ma come secondo lavoro o hobby o da curioso non viene preso neanche in considerazione.

le regole specifiche per riconoscere l’attore cane sono le seguenti:
– se l’attore dice di se di essere un grande talento, di solito è cane
– se non ama il suo lavoro, se non difende quello che fa, se boicotta se stesso e gli altri per poca affezione, è cane
– se risolve ogni interpretazione nello stesso modo usando sempre la stessa postura o interpretando sempre lo stesso personaggio, è cane
– se parla solo in dialetto, è cane
– se è stonato, rispetto a se stesso e ai suoi colleghi, è cane
– se non tiene le pause, sbaglia le pause, aumenta le pause, non sa fare le pause, e non vedi l’ora che esca di scena, è cane
– se è perennemente insoddisfatto e lamentoso oltre misura, è cane
– se non impara la parte a memoria anche dopo svariate repliche, è cane
– se si distrae spesso e ti distrae speso, è cane
– se fa rumore camminando dietro le quinte, è cane
– se, tentando di compensare il copione, ignora qualsiasi analisi analisi del testo, aggiungendo qualcosa che non sia in linea con la trama e i personaggi, è cane
se fa il battutaro fronte pubblico, è cane
– se ha i rialzi dentro le scarpe o se non vuole accanto a se attori o attrici più alti di lui, è cane
– se, poco prima di entrare in scena, ti chiede se qualcuno ha già prenotato il ristorante dove andare a cenare, è cane
– se si giustifica per il fatto di essere cane, è cane; ma anche se trova altre motivazioni pleonastiche per fermare le prove o ostacolare il lavoro altrui, è cane
– se sussurra sempre e non si sente dalla terza fila, è cane
– se sposta oggetti e scenografia, mettendo in difficoltà i colleghi, è cane
– se approfitta dei tuoi tempi, comici o drammatici, per entrare con dei suoi tempi e rafforzare concetti desueti, è cane
– se sbaglia i tempi, non li rispetta o non li fissa, è cane
– se non sa muoversi in scena e sembra solo ridicolo, è cane
– se occupa i teatri, a priori, è cane
– se impalla gli altri attori, si scorda le cose, accavalla le battute, cambia i movimenti e crea confusione, è cane
– se si blocca o crea alibi e giustificazioni, spesse volte, è cane
– se, subdolamente, modifica lo spettacolo a danno di testo e regista, senza preparazione e senza accordo con gli altri, è cane
– se non vede i suoi difetti, è cane
– se non osa, non rischia, non è generoso, non esiste, non vola, nonostante qualsiasi buona volontà, mi spiace: è purtroppo un attore cane.

l’attore cane rovina spettacoli, fiction e film, qualche volta rimane molto impresso ma è più facile che se ne perdano le tracce con la stessa rapidità con cui egli stesso ha condotto i suoi studi di recitazione.

Cruikshank_Pierce'_Egan's_Real_Life_-_Drury_Lane_Theatre_1821

Jarry vive di Merdre,
de Dominici vive di un Handicapato,
Manzoni vive della Merda d’Artista,
Duchamps vive dell’Orinatoio,
e poi il Futurismo nelle Nature morte di Soffici,
Tzarà, Picasso, Apollinaire, Cattelan..
il ‘900 è stato il secolo dei Provocatori, e
io sono solo un tardo esponente
di un’avanguardia ormai desueta.
non criticatemi per questo
se prima non mi capite.
i miei atti sono sfregi voluti, compiuti, alti;

l’Arte non è morigerata.

Annunci

From → Idee

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: