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tutti i santi che santi non sono

novembre 29, 2015

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S. AGOSTINO (354-430):
il dottore della Chiesa, tale probabilmente per la sua morale estremamente ristretta, tanto che definì il piacere sessuale «marciume» e «pus nauseabondo». Peccato che il personaggio fino alla mezza età si sia dato alla lussuria più sfrenata: già concubino, si fidanzò con una bambina di dieci anni e si scelse un’amante più anziana. Fu anche uno dei primi a sostenere che la Chiesa poteva pure uccidere in nome dei propri scopi. “Ama e fa ciò che vuoi”, ma solo se sei uomo..

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S. ATANASIO (295-373):
diventato vescovo grazie a dei brogli, si scagliò contro il rivale Ario definendolo «semibestia», «pendaglio da forca» e inventandogli in seguito una morte per scissione di intestino, fegato e cuore, trasformazione in liquame e sparizione del liquame stesso in una fogna. Soprannominato “il faraone cristiano”, sostenne che «in guerra è lodevole uccidere l’avversario».

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S. GIOVANNI BOSCO (1815-1888):
noto per aver inventato gli oratorî, è meno conosciuto come “vendicatore”: adirato contro i Savoia prima per la libertà religiosa concessa ai valdesi, poi per la soppressione di alcuni ordini religiosi, annuncia l’imminente morte di diversi famigliari di Vittorio Emanuele II. Quando poi effettivamente qualcuno muore, inizia a essere venerato come santo e profeta.

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S. PRASSEDE (mai esistita):
su di lei fu inventata una leggenda pulp: sarebbe stata condannata al martirio per aver versato in un pozzo sangue di martiri cristiani che aveva in precedenza raccolto con una spugna.

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S. ROBERTO BELLARMINO (1542-1621):
un altro dottore della Chiesa. Inquisitore, al suo attivo la condanna di Galileo, la detenzione di Tommaso Campanella, il rogo di Giordano Bruno. Per queste lodevoli iniziative morì in odore di santità, il suo corpo fu sezionato pubblicamente e distribuito ai fedeli suddiviso in piccoli brandelli di carne.

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PADRE PIO (1887-1968):
Al secolo Francesco Forgione da Pietrelcina (BN). Agitatore politico, al centro di innumerevoli trame e complotti ordite da e contro di lui (dentro e fuori la Chiesa), riuscì persino a farsi raccomandare per non adempiere al servizio militare. Dai piccoli commerci di tessuti imbevuti di sangue “stigmatizzato”, si è passato ora alla costruzione di una faraonica cattedrale da 30.000 posti che è stata eretta in suo onore a San Giovanni Rotondo. A una donna che gli chiedeva di intercedere per guarirla dal cancro, con tutto il suo charme disse «è meglio che Gesù ti volti e ti rivolti come gli pare e piace, perché Gesù si compiace del tuo soffrire».
Santificato infine durante una cerimonia molto kitsch e poco spirituale in Vaticano il 16 giugno 2002, con il nome di SAN PIO.
Il Corriere della sera pubblicò un articolo in cui sbugiardava le sue stigmate e dimostrava come si infliggesse le ferite da solo.

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S. TERESA DI AVILA (1515-1582):
famosa mistica spagnola. Il suo matrimonio “mistico” con Gesù era da lei reso con parole del genere: «…ho struggimento di lui, grido e lo chiamo… ho impeti grandi d’amore e muoio di desiderio… ho infiammazione… che il Signore mi baci d’un bacio sulla bocca… il latte che cola dalle vostre mammelle, o mio divino sposo, è più delizioso del vino… io gli dicevo che non facesse tali cose con me, ma in un subito Gesù si accostava di nuovo, e mi dava un bacio». Una ninfomane

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JOSÉ MARIA ESCRIVÀ DE BALAGUER (1902-1975):
fondatore dell’Opus Dei, l’organizzazione cattolica integralista soprannominata “Santa mafia…”, ramificatasi come una piovra in tutto il mondo. Escrivà la fece diventare importante grazie alla presenza diretta nei governi del dittatore spagnolo Francisco Franco, per il quale organizzò appositamente un ritiro spirituale. Il suo personale piano di santità prevedeva tre punti: «santa intransigenza, santa coazione e santa faccia tosta». Le sue manie di grandezza lo spinsero ad acquistare il titolo nobiliare di marchese.
Santificato infine durante una cerimonia con gran sfilata di notabili (l’opposto di San Pio, creato santo a uso della gente semplice) in Vaticano il 6 ottobre 2000

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ALOIJZIJE STEPINAĆ (1898-1960):
arcivescovo di Zagabria, fu un’entusiasta sostenitore della dittatura filo-nazista ustascia, durante la quale quasi un milione di serbi venne sterminato. Da questa dittatura fu nominato membro del parlamento e ottenne la più alta onorificenza statale per «lo smascheramento dei traditori nel paese e all’estero». Finita la guerra esportò l’oro croato verso il Vaticano e i suoi amici ustascia verso il Sudamerica.
Una pubblicazione utile: Marco Aurelio Rivelli. L’arcivescovo del genocidio.

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S. CIRILLO D’ALESSANDRIA (370-444):
vescovo di Alessandria d’Egitto, espulse gli ebrei dalla città e ne saccheggiò i templi. Fu il mandante dell’assassinio della filosofa Ipazia, straziata da decine di monaci con delle conchiglie appuntite, e il propugnatore del culto mariano al concilio di Efeso, diffuso anche grazie alla distribuzione di enormi quantità di denaro.

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S. ELENA (257-336):
la santa madre dell’imperatore Costantino non era la moglie di suo padre, ma una concubina recuperata in un’osteria balcanica, superstiziosa oltre ogni limite e iniziatrice del culto delle reliquie; fu successivamente ripudiata.

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S. BERNARDO DI CHIARAVALLE (1090-1153):
antisemita, fu il promotore della seconda crociata; a tale scopo creò e promosse diversi ordini monastici militari. Sua la tesi che «il soldato di Cristo può uccidere con la coscienza tranquilla… la morte dei pagani ridonda a sua gloria, perché significa la gloria di Cristo».

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PIO IX (1792-1878):
cosa ha fatto per meritarsi tale gloria? Giovanni Maria Mastai Ferretti fu il papa di Porta Pia e cercò di impedire l’unità d’Italia per difendere il suo staterello pontificio: secondo il Dal Canto mandò a morte almeno 1000 patrioti. Fu il papa che fece rapire un bambino ebreo di sei anni (Edgardo Mortara) solo perché era stato fatto segretamente battezzare da una domestica. Fu il papa che proclamò il dogma dell’infallibilità papale, ovvero di sé stesso. E, dulcis in fundo, fu il papa del Sillabo, ovvero di un allegato dell’enciclica Quanta cura, nel quale stilava un elenco di “errori”: la libertà di scegliere una religione, la libertà di pensiero, la democrazia. Secondo lui l’istruzione doveva rimanere tassativamente in mano alla chiesa: forse per questo Giovanni Paolo II lo stimava tanto.

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MADRE TERESA DI CALCUTTA (1910-1997):
Non poteva mancare, in questa parata di stelle, la inquieta (e inquietante) religiosa di etnìa albanese nata come Agnese Ganxha Bojaxhiu a Skopje, nell’allora Regno di Jugoslavia; la sua morte nel settembre del 1997 cancella di fatto dai mass-media quella, avvenuta cinque giorni prima, di un’altra celebrità, lady Diana Spencer (anch’essa, per inciso, divenuta oggetto di culto una volta defunta). Dopo un’istruttoria a tempo di record, Karol Wojtyła ne fissò la cerimonia di beatificazione il 19 ottobre 2003.
Ritenuta santa già da viva grazie a una sagace operazione di marketing, la protettrice dei poveri li costringeva a vivere i loro ultimi giorni in un ospedale privo di ogni comfort, nonostante le offerte miliardarie provenienti da ogni parte, specie da bancarottieri e dittatori sanguinari. Specializzata in battesimi in punto di morte e nella difesa a oltranza della Chiesa: «se fossi costretta a scegliere tra Galileo e l’Inquisizione, sceglierei l’Inquisizione».

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San Guinefort non era un uomo ma era un cane levriero vissuto nel XIII secolo, che fu oggetto di devozione popolare quale santo per i miracoli che scaturirono presso la sua tomba, oggetto di culto e pellegrinaggi nella zona di Lione, a Sandrans, tra Chatillon-sur-Chalaronne e Marlieux.
Secondo la leggenda, il cane era di guardia in un castello dove il cavaliere suo padrone viveva col figlio, di pochi mesi. Tornando un giorno dalla caccia, il cavaliere vide che la stanza del figlio era stata messa a soqquadro, con la culla rovesciata, mentre il cane aveva le zanne insanguinate. Del bambino, ancora in fasce, non v’era traccia. Credendo che il cane lo avesse sbranato, egli lo uccise immediatamente con la sua spada; tuttavia, poco dopo sentì il bambino piangere e lo trovò illeso sotto la culla, assieme a una vipera uccisa dal cane. Esso, dunque, era stato protagonista di una lotta non per fare male al bambino, ma per salvargli la vita.
Una volta scoperto l’errore, con pentimento il cavaliere seppellì il cane in una tomba coperta di pietre, e il luogo divenne meta di pellegrinaggi; in breve tempo si creò un fenomeno insolito, dove numerosi ex votovenivano portati al santo-cane in ringraziamento dei miracoli e delle grazie che, secondo i popolani, compiva, soprattutto per la tutela dei bambini.
Con il tempo, e soprattutto grazie a un’incessante passaparola che durò secoli, la sua figura fu assimilata a quella di un santo umano, in carne e ossa. Il suo culto, proibito più volte, persistette a tutte le condanne e venne abolito definitivamente solo negli anni trenta del XX secolo dalla Chiesa cattolica.
La festa di San Guinefort cadeva nel periodo della canicola.

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GESÙ (mai esistito):
non esistono scritti a lui contemporanei e le prime scarse testimonianze risalgono ad almeno 60 anni dopo la sua presunta morte. La sua esistenza si basa su 19 Vangeli che dicono tutti cose completamente diverse e la descrizione della sua presunta attività si scontra con le tradizioni del tempo, oltre ad essere un miscuglio di altre scritture ebraiche e dell’antico Egitto.

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