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M A R T Y R I U M F A M I S

gennaio 29, 2016

FOTO di SCENA di Valeria Palma, Akireaz photographer:

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ShortLab e Cometa off
presentano

M A R T Y R I U M  F A M I S
di Giulia Fiume

con Giulia Fiume e Ania Rizzi Bogdan
regia Massimiliano Vado

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GUERRA:
“Azione volta a combattere elementi o situazioni considerati dannosi per la salute morale o materiale degli uomini”

Si direbbe difficile mettere insieme parole come GUERRA, SALUTE, MORALE, UOMINI, eppure…
Chi stabilisce quali situazioni siano dannose e quindi da combattere? Dio, qualcuno avrebbe la forza di rispondere.
La politica, qualcun’ altro.
E quindi l’uomo.
Che poi altri non è che “l’inventore” del concetto stesso di Dio.

TERRORE:
“Sensazione di forte paura incontrollata, sgomento, spavento”

Io dico anche “arma con cui l’uomo governa su popoli da secoli”. Cosa resta dopo la guerra e dopo il terrore?
Il racconto è nato da un incubo.
Le due facce di donna di una medaglia che è la realtà, raccontano due forme di resistenza davanti al compimento di un fatto di
cui si discute nel presente più presente. L’incubo prende forma.

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Ho individuato il vero demone della mia storia solo dopo averla messa in scena.
Dentro di me la parola Demone ha la stessa dignità della parola Dio.
Non conosco nessuno dei due e sono per la democrazia.
La spiritualità e’ qualcosa in cui, prima o poi, nella vita ti imbatti.
Perché ad un certo punto della vita (oserei, in più punti), senti l’esigenza di affidarti a qualcosa al di fuori di te.
Forse semplicemente individuare un “capro espiatorio” da responsabilizzare in caso di fallimento.
Forse no. Non solo.

Non è importante come lo si chiami: Dio, Karma, destino, Super-Io… È semplicemente necessario. Arriva.
Altrettanto, la dualità dell’essere e’ qualcosa in cui credo da sempre.
Siamo composti da “SÌ” e “NO” in egual misura.
Che senso avrebbe la parola “confusione” sennò.
Ho molta stima degli inventori delle parole.

Martyrium Famis e’ il sunto artistico di
quanto ho appena espresso.
(Una delle tante, vd “Il visitatore”.)

((Come darsi la zappa sui piedi))

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La proiezione di un “ID” unico scisso in due ENTITA’ diverse, personificate in 2 donne in questo caso e poste in una condizione estrema, perché la dualità si manifesti con la stessa forza ed intensità e si dissolva… No! Volevo dire, risolva…

Volevo dirlo?!

La circostanza e’ estrema perché nella vita vera all’interrogativo non è stata ancora data risposta, e cosa meglio di una circostanza irreale per ipotizzare?!

Tengo a chiarire.
Irreale e non Surreale.
Irreale perché ancora irrealizzato ma non irrealizzabile.
Purtroppo

Eppure, (ragiono scrivendo) non c’è alcun finale sospeso…
Sarà che profondamente ho già assunto una posizione?
(N.B. Regia a parte)
Non voglio pensarci su, perché quando assumi qualcosa per te, come ad esempio una consapevolezza, lo sai e basta.
Voglio concedermi il beneficio del dubbio.

Quindi…
Dio o no?
Credere o non credere?
A chi?
E tu?
Ecco!!!
Credo nelle domande.

Giulia Fiume

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