Vai al contenuto

10 regole per scrivere uno spettacolo che piaccia alla Critica

marzo 11, 2016

12718122_10207844186195983_5343588766958312065_n

la Critica teatrale sulla carta stampata, praticamente, non esiste più. si è suicidata per troppo egoriferimento, o per troppa concussione, avendo travalicato il confine tra regola del distacco e conflitto di interessi.
rimangono i Blog che, a parte qualche illuminato, moltiplicano giovani universitari desiderosi di entrare gratis a teatro (come non capirli), e sfruttano l’immodestia giovanilistica per esprimere stroncature poco attinenti e promuovere comunicati stampa copiati e incollati.
rimane comunque una fonte gratuita di promozione, quindi tanto vale considerare queste 10 regole, intuitive quanto iperboliche, per spiazzare e quindi convincere anche i recensori meno attenti

1 – NON PENSARE ALLA STORIA
non pensare alla trama, spiazza. cambia i nomi, le atmosfere, le ambientazioni. non serve raccontare a tutti i costi una storia, quella deve conoscerla l’autore ma non capirla lo spettatore. soprattutto non scrivere il finale, lascia tutto in sospeso.
2 – CI VUOLE UN UOMO NUDO
anche se non c’entra nulla, anche se è volgare, soprattutto se può offendere. un uomo nudo attorniato da gente che ripete gesti senza senso ha sempre una sua forte inutile attrattiva.
3 – SCRIVI NOTE DI REGIA INTRADUCIBILI
riempile di citazioni, vola su dei verbi poco attinenti, uccidi punteggiatura e grammatica, ma soprattutto cerca di scrivere qualcosa che nessuno capirà mai: usa termini come Postura, Traiettorie, Lisergico, Collidere, Sbroffa e Vegano.
4 – INTITOLA LE SCENE
ma solo per tuo piacere personale: trova dei titoli che facciano ridere e riflettere, che provochino ma accompagnino i ragionamenti pleonastici.
crea paragrafi e capitoli e dai un titolo a tutto; nessuno lo saprà mai.
5 – SCRIVI DIALOGHI BRUTTI
dialoghi in cui si parli di altro, che finiscano con gli attori che urlano, piangono, si spogliano, svengono o anche solo vomitano.
ogni tanto piazzaci un monologo, ma copialo direttamente dalle farneticazioni del tuo amico più alcolizzato.
6 – FALLO DURARE TANTO
nessuna interruzione, perché andare al bar è volgare e uscire dal teatro dopo due ore fa poco intellettuale. deve durare almeno sette ore, prevedendo dei tempi in cui far dormire attori e spettatori.
7 – METTICI DELLE MUSICHE RUFFIANE
funziona moltissimo Arvo Pärt, ma anche Sakamoto e i Sigur Ros hanno il loro pubblico di estimatori. i rumori funzionano e anche la trash music anni 80. il massimo lo si tocca con Jeff Buckley.
8 – METTICI DENTRO CITAZIONI CLASSICHE
il fantasma del padre di Amleto, le streghe del Macbeth, le pause di Cechov, pezzi di canzoni di De Andrè, ma solo se non hanno alcuna attinenza. Aspettando Godot fatto a pezzi e messo dentro a caso è una soluzione.
9 – LA SVOLTA NON DEVE AVVENIRE
nessun colpo di scena vuol dire tutti colpi di scena. ogni esclamazione è una ribellione, un punto di rottura, ogni battuta deve essere definitiva, conclusiva, strillata, morente, svilente o solo brutta.
10 – NON DEVI PER FORZA METTERLO IN SCENA
ricorri ai reading, accusa la censura, fallo in dei luoghi non convenzionali, se è mal recitato afferma con fermezza che è la versione studio e poi ci sarà la 2.0.
ai festival alternativi puoi farne dei pezzetti.

poi fammi sapere..

Annunci

From → Idee

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: