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i titoli del Critico d’arte

marzo 16, 2016

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per quanto la categoria, nella pratica lavorativa teatrale abbia l’attendibilità di alcune lumache del bergamasco, ci si aspetta spesso che chi scriva una qualsiasi critica d’arte rispetti dei parametri formali e di educazione, tralasciando il proprio divertimento onanistico nel parlar male di qualcuno o lo sfogo delle proprie ambizioni mancate.
non avendo alcun appiglio inquadrabile o classificabile, l’arte in generale e il teatro specialmente, proprio per la sua non riproducibilità, risentono dell’umore e del gusto momentaneo di chi li guarda e tenta di capirli, e spesso hanno bisogno di preparazione e cultura, concentrazione prolungata e nessun coinvolgimento personale.
voglio dire che il critico, qualsiasi critico, non solo non produce arte ma deve aiutare a capirla; semmai.

ecco perché è fondamentale stilare un prontuario completo dei titoli necessari -a chiunque- per professarsi critico teatrale, e di arte in generale, essendo certi che sia palese e manifesto il bisogno di collocare l’attività tra i mestieri necessari al sostegno dell’arte, piuttosto che al suo affossamento.
ritengo quindi opportuno specificare che:
1- chi fa le recensioni deve essere laureato, almeno laureato
2- chi fa le recensioni deve essere stipendiato, non a progetto, non freelance, e non gratis
3- chi fa le recensioni non deve essere stato raccomandato
4- chi fa le recensioni deve astenersi da qualsiasi conflitto di interessi
5- chi fa le recensioni deve aver visto lo spettacolo o l’opera
6- chi fa le recensioni non deve avere più di 70 anni
7- chi fa le recensioni non puó comparire come collaboratore delle compagnie, giudice ai concorsi, autore della presentazione degli spettacoli o organizzatore di rassegne
8- chi fa le recensioni non deve essere un autore teatrale
9 – chi fa le recensioni non deve essere, o essere stato, un attore o un regista
10- chi fa le recensioni deve essere consapevole del limite del proprio compito
11- chi ha partecipato, avallato o anche solo scritto bene dell’occupazione del Valle non deve scrivere alcuna recensione, per manifesta ignoranza
12- chi fa le recensioni deve firmarle col proprio nome
13- chi fa le recensioni non deve essere coinvolto emotivamente con nessuna delle persone che partecipano allo spettacolo che recensisce
14- chi fa le recensioni non deve addormentarsi a teatro
15- chi fa le recensioni dovrebbe leggere prima il testo e, magari, recensire anche quello
16- chi fa le recensioni esalta quello che gli è piaciuto ma non insulta quello che non gli è piaciuto; i più capaci sanno raccontare più cose con i silenzi che con gli insulti o il dileggio
17- chi fa le recensioni di spettacoli teatrali deve saperli separare da tutto quello che non è teatro
18- chi fa le recensioni deve essere libero di scegliere lo spettacolo da recensire
19- chi fa le recensioni non può pretendere di decidere il destino lavorativo delle persone che recensisce
20 – chi fa le recensioni non deve avere altre velleità inutili se non quella di perseguire un obiettivo giornalistico, ornato dal giusto distacco e dalla perfetta conoscenza dell’argomento.

conscio del fatto che 20 titoli da possedere non siano affatto pochi, rammento al più pigro dei detrattori che per fare l’attore, il regista, o anche solo il datore luci, servono almeno il triplo delle competenze e una ben più specifica preparazione.
perché chi sa, fa, e chi non sa, ne parla..

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