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Ring (rassegna stampa)

gennaio 16, 2017

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(…) I dialoghi traboccano di intelligenza e profondità sempre sostenute da umorismo sottilee sofisticato, nonostante rari incisi siano persino commoventi. Infatti, proprio l’espediente del ring lascia lo spettatore decidere se il rapporto tra un uomo e una donna sia in fondo uno scontro o un incontro, ma resta chiaro il fatto che ognuno è un individuo a sé, dal momento che la parola “coppia” viene pronunciata soltanto due volte.
All’interno di uno spazio di dieci metri quadri si racconta dunque un mondo, divertente perché vario, sempre nuovo perché ogni rapporto è sempre diverso, ma con la costante che la relazione uomo – donna non è mai semplice.
I due interpreti, che sono davvero una coppia nella vita reale, si destreggiano senza la minima sbavatura nella lunghissima serie di personaggi, mostrando oltretutto un’intesa tangibile e onesta. Ring, di fatto, è un’opera assolutamente riuscita: concede allo spettatore risate, empatia, pensieri e un rassicurante lieto fine.

fonte: https://brainstormingculturale.wordpress.com/teatro/stagione-20162017/ring/


Ring è un testo di Léonore Confino, autrice di poco più di trent’anni, che ha avuto molto successo a Parigi ed è stato messo in scena alla Cometa di Roma con la regia di Massimiliano Vado anche interprete assieme a Michela Andreozzi.
Ben accompagnata da Vado, Andreozzi è un’attrice piuttosto brava, dotata di presenza scenica e di notevoli tempi comici: possiede un senso della battuta, un modo di trattarla che la rende sempre efficace. Anche se la sua carriera non è priva di riconoscimenti, ci si chiede perché un’artista che ha le capacità per brillare nel teatro brillante non venga maggiormente utilizzata dal nostro sistema teatrale e cinematografico. Domanda retorica naturalmente in un paese che da molti anni ha sviluppato un’incredibile forza trituratrice dei propri talenti.

fonte: http://www.marcantonioluciditeatro.it/2017/01/30/ring-di-leonore-confino-regia-di-massimiliano-vado-anche-interprete-assieme-a-michela-andreozzi-alla-cometa-di-roma/

(…) Fra tutti i quadri scenici presentati alcuni spiccano in modo speciale, come il Round dell’amicizia che porta con sé una carica di positività e di dolcezza, il Round 0100101001 sul sistema binario, connotato da una dialettica che non difetta di originalità, il simpatico Round de “La grande fuga” che parla al pubblico dell’apparente incomprensibile insoddisfazione di una donna sposata con un uomo la cui colpa è quella di essere sostanzialmente perfetto. Ma la vera nota di disarmante verità la fornisce Camille – nome che viene proposto come un fil rouge nel corso dell’intera narrazione – nell’ambito del penultimo incontro, quando rivela che alla radice della propria crisi c’è il costante desiderio di ancorare la felicità al raggiungimento di un qualche progetto: accettare di vivere il presente, senza caricare di eccessive aspettative il futuro, forse permetterebbe di accogliere con maggiore predisposizione i benefici della vita a due, forse imperfetta, ma sicuramente più vera ed appagante.
Il titolo Ring, oltre a indicare il quadrato della boxe, richiama alla mente l’anello nuziale e, nondimeno, il valore circolare del legame affettivo, che ruota sempre attorno alla ricerca della stabilità che la relazione sentimentale, quando è sana, può dare. Ed è così che questo testo, benché racconti le scintille che spesso l’uomo e la donna fanno quando sono intimamente legati, offre un messaggio di speranza o, ancora meglio, di serenità, perché alla fine è sempre l’amore l’elemento di cui ci si nutre.
Di livello è la performance degli artisti impegnati in questo singolare gioco attoriale, Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, le cui abilità interpretative si fondono in un unicum per dare vita ad un prodotto davvero speciale. E grazie alla personalissima impronta che impongono al lavoro, caratterizzato da un argomento denso trattato in modo gradevole, risulta difficile uscire dal teatro senza sentire il bisogno di impadronirsi di qualche stimolante spunto di riflessione.

fonte: http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/ring-michela-andreozzi-massimiliano-vado-teatro-della-cometa-roma-recensione-spettacolo.html

(…) Il #round 0101010 è in un mondo bi-dimensionale, in cui vengono ammesse solo due possibilità. C’è il tradimento: lei sotto un ombrello trasparente simula la doccia che ricorda tanto Basilicata coast to coast (dove lei con la sua magnifica dolcezza ascolta Papaleo cantare con il gruppo sotto la pioggia). Non apre la porta del bagno quando capisce che lui ha trovato il suo diario segreto nella libreria. Giustificazioni, negazioni e poi la triste ammissione.
Nel #round la grandefuga, lei non ne può più del mènage famigliare, fatto solo di doveri, corse, bambini, lavoro. Vuole solo fuggire lontano. Lui, invece, sempre Camille, il marito perfetto, la capisce e, anzi, le propone una vacanza di una settimana, ma una sola…
Il testo della pièce di Léonore Confino è stato candidato nel 2014 al Premio Molière per il Teatro. Lo spettatore viene portato in vissuti recenti, passati e futuri con 17 quadri sulla vita di coppia. Uno spettacolo, insomma, divertente, che ci lascia riflettere e forse cambiare, in meglio.

fonte: http://www.culturamente.it/spettacoli/ring-michela-andreozzi-massimiliano-vado-teatro-della-cometa-roma/

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(…)Tra un round scherzoso e l’altro trovano posto anche varie riflessioni, dettate soprattutto dalla modernità del vivere oggi l’amore in coppia, che può sfociare nel tradimento o semplicemente nello scegliere di perdersi dietro la protagonista di un romanzo rosa pur di evadere dalla quotidianità, il più delle volte ripetitiva. Michela Andreozzi con la sua mimica e i suoi dialetti si prende tanti applausi anche al solo accennare una smorfia, Massimiliano Vado ha tutta la prestanza fisica e l’impostazione dell’attore versatile e innamorato del teatro come della sua donna, che in scena con la moglie offre tutto se stesso in un tête-à-tête di bravura.
In scena al Teatro della Cometa di Roma fino al 29 gennaio, Ring diverte con intelligenza trasversalmente ogni spettatore e comunque ci si schieri, quel folle sentimento che è l’amore vince su tutto, anche se si deve lottare spesso per ottenerlo, l’importante è trattare sempre la donna con i guanti e mai con i guantoni.

fonte: http://teatro.persinsala.it/ring/35122

Una performance divertente e variegata sui rapporti di coppia – tratta dal testo di Léonore Confino – quella di Michela Andreozzi e Massimiliano Vado (insieme sulla scena e nella vita)  al Teatro della Cometa fino al 29 gennaioRing non è solo il titolo che ci porta subito alla mente un combattimento di pugilato (o forse anche l’anello nuziale?), ma è un ring anche la scenografia che riduce il palcoscenico al piccolo perimetro dove prenderanno vita i litigi, le paturnie, le risate e gli abbracci dei due protagonisti.
(…) Fuori campo, quasi come una malinconica colonna sonora, sentiamo la voce di Rino Tommasi nel memorabile incontro del 1974 tra Muhammad Ali e George Foreman: un incontro rimasto leggenda. Da non perdere!

fonte:http://modulazioni-temporali.webnode.it/news/ring-al-teatro-della-cometa-di-roma-fino-al-29-gennaio/

(…) La metafora della noble art, simbolo eterno per gli amanti del combattimento nonché paragone immediato per gli amanti in generale, appare così appropriata come nessun’altra. I sentimenti su cui si fonda ogni convivenza, infatti, appaiono tanto straripanti quanto estenuanti alla lunga distanza, e possono essere tranquillamente accostabili al pugilato con un’unica fondamentale differenza: la vita insieme può anche durare più o meno di 12 riprese. E il gong, in genere, non lo ordinano organi terzi.
La bravura dei due protagonisti sul palco, Andreozzi e Vado, sta proprio nel riuscire a spaziare con differenti registri interpretativi dal drammatico al comico, dal romantico allo sfrontato. Senza dimenticare quelle venature di commozione che non possiamo non ammettere esistano persino oggi. Non di solo cinismo vive l’uomo, e neppure la donna. C’è speranza anche sul ring.

fonte: http://www.contrappunti.info/novita/ring-lamore-senza-esclusioni-di-colpi-e-ironia/

Ci si ritrova tutti. Dai gelosi, ai più libertini. Dagli amori stabili, a quelli più imprevedibili. Dai masochisti ancora in attesa di un ultimo cenno dall’amata, mentre si convincono che la loro vita sia andata avanti, fino a quell’amore che toglie il fiato e la pazienza imprigionandoci in una giabbia… dorata si, ma pur sempre gabbia.
Max Vado Michela Andreozzi sono belli. Belli come poche altre volte. Luminosi mentre si promettono amore e ancor più belli quando fingono di odiarsi… perchè in fondo, all’Amore (quello vero), non si mente mai.
#DaRivedere

fonte: http://www.occhioche.it/blog.php?bid=94

(…) Il ritmo dello spettacolo è scandito con energia e passione da Camille e Camille, interpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado, coppia anche nella vita, negli svariati spaccati raccontati, a partire da Adamo ed Eva per continuare con una carrellata di duetti mostrati come i round di un incontro di boxe. Ad esempio c’è chi elenca i “ti giuro” che farà o non farà, c’è l’eterna amica che finalmente trova il coraggio di aprire il suo cuore e dire quanto è innamorata, c’è chi ha un rapporto di solo sesso come amanti che a volte però sfocia in una gelosia immotivata, oppure chi scrive lettere d’amore, o chi non ne può più dei difetti dell’altro o di avere solo due opzioni, chi ha perso i sentimenti e si strugge perché non li ritrova più, c’è chi ha figli e si è dimenticato della propria vita sessuale e c’è anche chi è in crisi perché nella foga di rincorrere mille obiettivi si ritrova bloccato nell’infelicità. Qui si staglia un malinconico interrogativo: non è forse meglio essere imperfetti, ma felici?
La rappresentazione scandaglia le emozioni, la fisicità e tra risate e dramma, ma sempre con un’intenzione positiva che fa vincere la coppia, coadiuvata dalla forza dell’empatia, ci fa entrare nel tunnel magnetico delle tante indoli che vengono disegnate tra un cambio d’abiti e un altro.
Dalla platea si ride, ci si ritrova scambiandosi occhiatine complici e soprattutto ci fa sognare e riflettere su questa inclinazione che è la più profonda al mondo, perché l’amore è compromesso e impegno, è dedizione e sacrificio e nel vortice delle incomprensioni diventa un continuo danzare, un continuo rincorrersi per perdersi e poi ritrovarsi. Dall’entusiasmo dell’inizio e il trasporto della gioventù, alla pazienza nella condivisione di una famiglia, alle battaglie combattute sia insieme, fianco a fianco, come una squadra, sia in difesa del proprio partner, a spada tratta per proteggersi dagli altri, alle guerre fredde che ci dividono silenziose e al far la pace, semplicemente con un sorriso, gettando le armi, abbattendo i muri, amandosi.
Una serata ricca, come lo è chiunque ama davvero, dove ogni storia contribuisce a tratteggiare la diversità che ci unisce, regalandoci un vero e proprio inno all’amore che ci lascia con la speranza che anche se non esiste la persona giusta, esiste una persona, “sbagliata di poco”, pronta ad accettarci e a volerci per quello che siamo.

fonte: http://www.corrieredellospettacolo.net/2017/01/12/ring-18-volti-dellamore/

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La gamma è veramente ampia e variegata, i due attori infatti si trovano a doversi misurare non solo con tipologie di rapporti diversi ma, e soprattutto con le più svariate sfumature caratteriali, chiaramente accessoriate da movenze e toni di voce nonché modalità espressive diverse, per non lesinare sul fatto che la Andreozzi e Vado si sono prodotti anche in più di un accento e non solo quello napoletano per lei e ligure per lui, che gli possono essere congeniali dal punto di vista geografico, ma anche altri accenti lontani dalle loro origini geografiche. Lo spettacolo è ideato come un vero è proprio combattimento di pugilato, con tanto di allenamento e di telecronaca in sottofondo tra uno sketch e l’altro del famoso incontro tra  George Foreman e Muhammad Ali. Lo spettacolo è piacevole da vedere fa ridere, fa commuovere, è uno spettacolo completo, a parte il testo francese Michela Andreozzi e Massimiliano Vado ci hanno messo del loro, d’altronde la regia è dello stesso Vado. Vale la pena di andarli a vedere.

fonte: http://miriamelearti.blogspot.it/2017/01/ring-recensione.html

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(…) Si danno per nome Camille, che può essere maschile e femminile, che è un personaggio solo e sono 18 diversi, e fanno un percorso «terapeutico, preventivo». «Questo spettacolo ci mette in guardia da quel che può succedere dentro un legame, e così ci ripara», racconta lei. «La verità è che l’abbiamo fatto per frequentarci: ci vediamo, passiamo un’oretta tra chiacchiere e tea, che altrimenti tra tournée, prove, registrazioni Tv diventa anche difficile incontrarsi», prosegue lui, che iDance Dance Dance su FoxLife è in coppia con Claudia Gerini. «Siamo simbiotici, appiccicosi, soffriamo l’assenza, il dover stare separati. Io non so come fanno quelli che vivono nella distanza di due città, con in mezzo un oceano. Brad e Angelina avevano una regola. Sarà andata male tra loro ma quella certo era sensata: mai più di due settimane lontani».

fonte: http://www.vanityfair.it/people/italia/17/01/12/michela-andreozzi-max-vado-teatro-ring-amore-figli-foto-gossip

(…) Sul palco, che è il ring cui si riferisce titolo, i personaggi sono tuttiinterpretati da Michela Andreozzi e Massimiliano Vado:mille volti della stessa umanità che si attraggono e si respingono,discutono e si riappacificanosi amano e si odiano. Ring si presenta dunque come uno spettacolo capace di mettere in luce la contraddizione propria dell’animo umano, che si ripercuote anche nelle relazioni dove il pretesto più insignificante diventa motivo di enorme litigio. 

fonte: http://www.corrieredellosport.it/news/inroma/2017/01/10-19793361/michela_andreozzi_e_massimiliano_vado_protagonisti_in_ring/?cookieAccept

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E’ una scommessa; mia prima di tutto, ma anche di tutta la produzione e di Michela. Perché con questo testo francese, complicato quanto frammentato, usciamo dalla nostra zona confort e planiamo su terreni inesplorati, almeno per noi. Mischiamo tragico e comico, calma e adrenalina, registri diversi e tecniche sommate, piani di regia inusuali e teatro di tradizione, per un teatro che merita di risorgere e tornare ad essere un punto di riferimento culturale. Noi mettiamo in scena noi stessi e 17 coppie diverse, per parlare d’amore, di relazioni di coppia e di tutte le varianti possibili sul tema. Uno sforzo che ci piace premiare con ogni nostro sorriso.

fonte: http://www.mondospettacolo.com/le-interviste-di-erika-diamanti-massimiliano-vado/

Il testo, scritto da Léonore Confino, dopo il significativo successo ottenuto in Francia, è attualmente rappresentato sui palcoscenici di tutto il mondo. La versione italiana può contare anzitutto sulla strepitosa interpretazione di Michela Andreozzi, che cambia vesti, accenti e registro di recitazione, conducendo il pubblico, con disinvoltura e talento sia comico sia drammatico, lungo i tumultuosi sentieri dell’eterno ritorno dei rapporti di coppia. Il “ring”, in fondo, è anche l’anello, simbolo per eccellenza del moto perennemente circolare e del legame indissolubile. Perfetto anche Massimiliano Vado, sia come attore che come regista. Il suo contributo al teatro, oltre che sulla scena, trova nuova luce nell’essere stato il primo a denunciare la barbarie del Teatro Valle Occupato e di averne provocato lo sgombero.

fonte: Mile Doc, per accreditati.org

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presentazioni:

– https://www.facebook.com/ilbelloeilcattivotempo/?fref=ts

– http://www.rbcasting.com/eventi/2017/01/04/andreozzi-vs-vado-amore-sul-ring/

– http://vistasulpalco.altervista.org/massimiliano-vado-michela-andreozzi-protagonisti-ring-roma/

– http://www.ilpopoloveneto.it/notizie/spettacoli/teatro/2017/01/05/24424-dall11-al-29-gennaio-al-teatro-della-cometa-roma-andra-scena-latteso-spettacolo-ring-michela-andreozzi-massimiliano-vado

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Tutto l’assortito panorama della coppia, con le gioie, i dolori, la felicità.
Il dramma del rapporto uomo-donna giocato ora sul filo dell’umorismo e poi ancora su quello dell’insofferenza.
“Ring” plasticamente un quadrato dove si gioca un confronto senza limiti è il titolo dello spettacolo che ieri sera al Teatro Garibaldi ha messo in scena una delle coppie, anche nella vita, più collaudate della scena teatrale italiana: Massimiliano Vado, che ne cura anche la regia e Michela Andreozzi.
Scarna ma essenziale la scenografia che dà per intero il senso della disputa, un match dove si compongono 17 quadretti con coppie diverse ma sempre ben sostenute dagli stessi attori protagonisti che per rispetto del copione cambiano non solo l’abito ma anche la lingua che è quella di alcuni noti dialetti del Bel Paese. Bravura e talento hanno fatto il resto.

fonte: http://www.newsicilia.it/fotogallery/i-mille-volti-coppia-ring-massimiliano-vado-michela-andreozzi/attachment/ring-massimiliano-vado-e-michela-andreozzi-5?parent=214211

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“King”.. (la Sicilia)

Ring con la regia di Massimiliano Vado, che è anche attore poliedrico e interprete assieme a una vivacissima Michela Andreozzi, è una pièce vivace ed emozionante. Lei è un´attrice dotata di grande impatto scenico e di sensibile verve umoristica. Léonore Confino non marca tendenze o sorprendenti originalità sul tema della coppia.
Evidenzia collaudati refrain fra l´uomo e la donna che vengono raccontati all´interno di un perimetro, un ring appunto, dove passano una decina di coppie, tutte interpretate da Andreozzi e Vado, impegnate in diciassette quadretti dove tradimenti, fughe, colpi di fulmine, e attrazioni, repulsioni, dispute la fanno da padrone.
La trentaseienne autrice francese riesce molto bene a sviluppare un testo che sa orientarsi in quel ricco album di banalità dove è illustrata, con mille sfaccettature, la varietà dell´argomento vita di coppia, “leggendo” con arguzia e intelligenza il senso dell´amore degli anni che stiamo vivendo con tutte i limiti e le contraddizioni di una società decostruita nei valori e nei sentimenti.
I due protagonisti non si adagiano su luoghi comuni; anzi danno il meglio di sé con una chiave di lettura che è quanto mai coerente con l´indirizzo e quel mistero che aleggia l´universo descritto da Lèonore Confino e dove rimane irrisolta la domanda: cosa mai vuole una donna?

fonte: http://www.ecodegliblei.it/MODICA-SABATO-11-FEBBRAIO-AL-TEATRO-GARIBALDI-RING-DI-LEONORE-CONFINO.htm

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