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le 10 regole del perfetto spettatore teatrale radical chic

marzo 5, 2017

siete andati a teatro.
avete pagato.
dopo sette minuti capite che lo spettacolo più che una cagata  sarà una tortura senza fine.
ecco le 10 regole per far sembrare il contrario:

1 – annuite; annuite in continuazione.
oltre a farvi sembrare interessati servirà a tenervi svegli.

2- imparate l’arte della citazione.
ad esempio se l’attore in scena giustamente grugnisce voi giratevi verso il vostro vicino ed esclamate: “come Ania Safreska nel Lattaio Ipermetrope di Omar Bukkeropolis”. nessuna di queste cose esiste, ma voi farete ottima figura.

3- citate le critiche per autosuggestionarvi.
se uno dei critici della vecchia guardia lo ha recensito come capolavoro, il sospetto che fosse una cagata era praticamente una certezza.
per cui citate il trafiletto che tanto vi ha convinto, dandovi la colpa.

4- nei passaggi più terrificanti consolatevi.
basta dire: “non è Ronconi, però..”, lo dicevano anche durante gli spettacoli di Ronconi.

5- durante l’intervallo passeggiate.
se lo spettacolo è un mattone ci sarà sicuramente l’intervallo dopo le prime tre ore; sfruttatelo per dell’attività ginnica,  almeno non vi siete vestiti invano.

6- alla fine applaudite senza far rumore.
è bellissimo da vedere ma non darete alcun contributo all’autoincensazione del creatore della cagata.

7- se il regista è un feticcio della critica radical vi siete sbagliati voi.
in platea tutti dormono o sbadigliano, qualcuno gioca a ruzzle e in scena attori nudi giocano a palla. ma vi siete -certamente- sbagliati voi.
qualsiasi motivazione diate vi siete sbagliati voi.
e pensate che lo spettacolo sia brutto perché siete invidiosi.

8- parlate bene di luci, musica, scenografie e costumi.
servirà a distrarvi la memoria di quando avete visto la scena di quel nano, vestito da candy candy, investito da una cascata di lattice rosa, che faceva delle scuregge ascellari suonando l’internazionale, solidarizzando -a suo modo- con lo sciopero degli idraulici del Botswana, dopo l’incidente della Thyssenkrupp.

9- andate nei camerini ed esclamate complimenti a gran voce,
usando questa scala:
– spettacolo brutto: “lavoro molto efficace”
– spettacolo molto brutto: “lavoro con un suo peso e un suo significato..”
– spettacolo orrendo: “mi piace quando si travalica il testo”
– spettacolo terrificante: “meritate attenzione migliore”
– spettacolo che rasenta l’orrore: “avete avuto del coraggio!”
– spettacolo di merda: non andate nei camerini e fingetevi morti come gli opossum.

10- andando via dite delle cose a caso.
confusi tra la folla uscente fate risaltare dei sostantivi senza senso, tipo “facondia”, “prodromo”, “disamina pleonastica”, “roboanza sindacale”o “abbacinanza”; non significano nulla ma vedrete come vi guarderanno tutti quelli che hanno dormito mentre, nella scena madre, il protagonista sodomizzava un castoro.

andate a teatro, ma andateci bene.

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