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Cosa è Teatro e cosa Non lo è

marzo 21, 2017

unspecified

Facebook è un animale strano:
puoi scagliarti contro chiunque, delirare su ogni argomento,
ammutinarti contro le multinazionali anche solo a parole
o far piovere anatemi su ogni categoria che disprezzi,
e non succede nulla;
ma se si intravede un capezzolo ti bloccano per un mese.
nel mio caso sono stato bloccato perché ho condiviso un’idea, sotto forma di articolo in cui si vedeva mezza tetta di una inattendibile performer, neanche particolarmente attraente.
la tetta dico, la performer manco l’ho guardata.

in questa lettera aperta si parlava della dignità attoriale, di come anche stimati professionisti potessero mettersi in ridicolo per accontentare le derive egoriferite di una regista più attenta alle recensioni con il proprio nome che alla resa reale delle cose che produce.
siccome gli attori di quel sedicente spettacolo, frutto dello scambio tra stabili e che poco aveva di dignitoso anche solo nelle premesse, hanno -da subito- capito quanto avessero rinunciato al proprio decoro, vergognandosi della propria vergogna, hanno scoperchiato senza dignità ogni loro remora, segnalando chiunque parlasse male di quello che stavano facendo, ma soprattutto di chi erano, di quanto si fossero messi la loro onestà intellettuale sotto i piedi..

io ero tra quelli.
ero tra quelli che pensava male,
ero tra quelli che si sono meravigliati che nei grandi teatri arrivasse una performance senza testo in cui gente nuda giocasse con gli oggetti che arrivavano dalle quinte,
ero tra quelli che credono che studiare nelle scuole di recitazione serva ancora a qualcosa,
ero tra quelli che credono che per stare nudi in scena serva un motivo fortemente valido,
ero tra quelli che, pur avendo fatto degli spettacoli indegni, lo riconosce e punta se stesso e il proprio lavoro verso l’alto,
ero tra quelli a cui anche solo il manifesto di quello spettacolo sembrava di cattivissimo gusto,
ero tra quelli per cui questi peti emozionali non saranno mai forma d’arte,
ero tra quelli che non pagherà mai un euro per vedere una cosa del genere,
ero e sono tra quelli che considerano gli attori degli artisti e non dei pupazzi.
per quello ho condiviso, con sdegno e fierezza, quel post su facebook: perché il teatro, in quanto forma nobile e non riproducibile, merita di meglio; merita il meglio.
non le farneticazioni senza idee e con molte trovate di chi ha esposto la regia ad un limite che la dequalifica,
non il tentativo di recuperare una carriera svendendosi al peggior offerente,
non la dinamica di ospitalità vicendevole dei grandi teatri che ha distrutto ogni forma di creatività e ha schiacciato tutto il settore nella posizione di meritarsi ministri senza alcuna preparazione.
vabbè, dai, ho esagerato.
non è tutto colpa di qualche attore di provincia che vince la propria incapacità e poco conscio della propria inadeguatezza si diletta giocando a palla nudo su un palco.
mi son fatto prendere la mano!
in fondo mi hanno segnalato perché hanno rosicato, e con me hanno segnalato chiunque abbia condiviso questo punto di vista sul loro lavoro.
ed eravamo tanti..

in tanti che hanno un’idea del lavoro diversa, che pensano che sia utile riassumere cosa sia Teatro e cosa non lo sia.
parliamone

il teatro è quel luogo con il sipario a cui bastano testo, attori e spettatori per essere in vita.
questo secondo una formazione classica ma ormai probabilmente caduta in disuso, perché candidamente si abusa di tutte le possibili traslazioni per definire teatro anche due borseggiatori che litigano a voce alta in un vicolo oppure degli intraducibili individui che bradipano, senza meta, in giro per il palco.
resta, a priori, l’unica forma d’arte non riproducibile e, pur conservando uno statuto di regole scolpite nel tempo e consolidate su pilastri di esperienza, non sempre si può adattare alle mode vigenti o alla deriva dell’ego di chiunque; non può plasmarsi solo sulle estetiche contemporanee o fornire la giustificazione per permettersi qualsiasi allestimento dissennato.
sarebbe, perciò, utile e ragionevole fornire delle nuove linee guida per saper distinguere cosa si può -a ragion veduta- definire, senza ombra di dubbio, “forma d’arte moderna discendente del teatro” e cosa no:

1- se nessuno paga il biglietto, non è teatro
2- se sulla scena si improvvisa senza testo o senza alcuna regola, non è teatro
3- se al posto degli attori ci sono nani, barboni, carcerati, tossici, quelli delle onlus o perditempo, non è teatro
4- se non vengono pagati agibilità, diritti d’autore, contributi, siae e prestazioni, non è teatro
5- se lo spettacolo è una farneticazione mentale insensata di un drammaturgo o di un regista, probabilmente non è teatro
6- se il luogo teatrale non è di quelli consueti, c’è il forte sospetto che non sia teatro
7- se in scena c’è gente nuda senza motivo, non è teatro (nel migliore dei casi è il Moulin Rouge)
8- se è una lettura, per quanto drammatizzata, non è teatro
9- se nessuno di quelli in scena o dietro le quinte è diplomato in una scuola, non è teatro
1o- se la compagnia si è formata da un seminario a pagamento, non è teatro
11- la conferenza spettacolo in cui si parla di arte, psicologia, matematica o cucina serve a far vendere dei libri ma non è teatro
12- il teatro sociale e di denuncia è una forma minore di teatro e, spesso, non è teatro
se lo fai in un teatro occupato, è reato.
..potrei andare avanti per anni, ma è meglio se mi fermo qui.

spero che quello, o quella, che mi ha segnalato, inorridito dal mio modo di pensarla differentemente, legga queste poche righe e ripensi, senza sottotraccia borghese, ai motivi per i quali ha deciso di mettersi su un palco, con altri come lui, nudo, a giocare a palla, senza sentirsi un completo idiota.
se così non fosse credo siano liberi dei posti per fare gli spogliarelli agli addii al nubilato..

Schermata 2017-04-07 alle 00.31.54

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