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COME SI DEVE GUARDARE UNA PARTITA DELLA JUVENTUS

maggio 4, 2017

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i decaloghi sono la mia specialità.
di solito sono la cosa che scrivo che le persone sui social condividono di più, ma anche quelli per cui mi becco, senza sosta, la maggior parte degli insulti.
è successo quando ho parlato dei critici teatrali e del loro mestiere ormai vetusto, così come quando ho denunciato i reati dell’occupazione del teatro Valle di Roma, poi ripresi dai maggiori giornali e a cui ha seguito il fortunato sgombero.

non ho mai scritto decaloghi sul calcio, anche quando ho unito teatro e sport, ma più per pigrizia congenita che per scarse convinzioni individuali;
per cui, ora e in esclusiva, il mio primo invadente decalogo su
COME SI DEVE GUARDARE UNA PARTITA DELLA JUVENTUS.

1- a meno che sia una giornata soleggiata e primaverile, non andare allo stadio perché, anche se lo Juventus Stadium è uno dei pochi con la visibilità non limitata, per poterla vedere con cognizione di causa e senza approssimazioni, la tv è molto meglio.
a Torino, comunque, se schiatta dal freddo!

2- la partita o si vede in diretta o non si vede affatto.
registrazioni, sintesi, riassunti dei siti tematici non saranno mai la partita per intero e ne daranno, colpevolmente, una descrizione parziale.
già alcune telecronache sono da processare per direttissima, fidiamoci almeno dei nostri occhi, ma in modo competente.
ho visto gente che se le guarda sui cellulari e non riesce a capire neanche dove sta la palla.

3- niente pub con la birretta, circondati da bifolchi dall’igiene precaria, magari tifosi della squadra avversaria. di solito le bevande sono annacquate e gli stuzzichini eccessivamente salati, proprio per completare il trinomio partita scomoda / cibo orrendo / battute poco sagaci degli non juventini.
la Vecchia Signora non si mischia con il volgo. al massimo una sala da the.

4- niente maglietta ufficiale o sciarpe o, per scendere nell’abisso, pantofole bianconere.
l’eleganza è un must che deve precedere la comodità, e lo stile non si deve regalare a nessuno.
siamo tifosi, non zappatori prestati allo sport, sia pure da spettatori.
allo stadio non vestiamoci come dei bambini in vacanza a gardaland, le magliette del proprio idolo lasciamole ai fans di Britney Spears.

5- va benissimo lo streaming, perché pagare per vedere ogni partita è quanto di più volgare possa esistere, soprattutto in fase champions.
paghiamo già abbastanza, subendo tonnellate di sponsor per non dover versare più nulla solo per vedere una partita di cartello, e non siamo succubi della guerra, totalmente idiota quanto scontata, delle pay tv.

6- è lecito parlare col televisore, così come faceva nostra nonna parlando con le soap opera.
sull’insulto colorito ad arbitro e avversari non ci sono limitazioni, pur sapendo che sono del tutto inutili. si rispettino solo i guardialinee.

7- trovo totalmente inconcepibile twittare o whatsappare in continuazione durante la partita, ameno che sappiate di aver concepito una valutazione che sfiori il talento di Fabio Capello. ma anche in quel caso terrei le dita a riposo..
vedo gruppi che cominciano a commentare dal giorno prima, sprecando tonnellate di giga con osservazioni, banali, superflue, stupide e che rasentano la compensazione della propria impotenza. (spesso della propria impotenza sessuale)
guardate la partita, non il vostro ego.

8- il divano è il luogo ideale. gigante, comodo e pieno di persone.
grande schermo su cui non perdersi neanche un pixel, audio al massimo, telecomando lontanissimo.
il tutto annaffiato da coccola zero, salumi piemontesi e alette di pollo fritte. vietata l’insalata di riso.

9- anche se diranno che “non c’è problema” e che “non date fastidio” e che “a loro fa piacere” oppure che ”possiamo star tranquilli che loro se ne vanno nell’altra stanza”, allontanate qualsiasi individuo di sesso femminile.
nessuna di loro resiste alla tentazione di parlare o di passare davanti al televisore durante l’azione più bella della partita.
non lo fanno apposta è che proprio non capiscono..

10- i tifosi della juventus sanno che essere superiori è un obbligo.
non praticano calcio minore, non degenerano, non ingrassano frange violente.
dopo la partita, qualche chiacchiera ma poi, anche se si è appena vinta la coppa campioni, si torna -con un sorriso in più- alla vita regolare.
caroselli, fumogeni, prese in giro, ironia web, clacson e insulti vari all’educazione lasciamoli a quelli delle altre squadre, soprattutto perché spesso hanno solo quello.

questo è quanto.
se sei juventino mi hai capito, altrimenti mi spiace per te.

dedicato a quel tifoso del napoli, carcerato che crede di far l’attore e si spara le pose e che, soprattutto, mi ha minacciato per una battuta sulla juventus: tu sei la dimostrazione che il teatro è arte e non riabilitazione per menti semplici.

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From → Idee, Stralci

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