Skip to content

PROMETEO INCATENATO (2006)

ottobre 8, 2017

431414_237701372987667_656267832_n

PROMETEO INCATENATO
di Eschilo
traduzione Monica Centanni

con Gianluigi Fogacci, Melania Giglio, Massimiliano Vado, Claudio Mazzenga, Mirko Rizzotto
e Sebastiano lo Monaco;
e con Silvia Giuliano, Angela Rafanelli, Giada Prandi, Diana Manea, Alessandra Guazzini e Maria Teresa Pintus

scene Piero Guicciardini
costumi Giuseppe Avallone
musiche Dario Arcidiacono
luci Lucilla Baroni
regia Roberto Guicciardini


Prometeo incatenato è la seconda parte di una trilogia costituita da altri due drammi, Prometeo portatore di fuoco e Prometeo liberato, oggi entrambi perduti. Si sa però che al termine della trilogia Prometeo si riconcilierà con Zeus, del quale dovrà accettare il diritto a regnare sull’Olimpo.
Il titano Prometeo, colpevole di avere amato gli uomini al punto di donare loro il fuoco dopo averlo rubato agli dei, è infatti incatenato a una rupe da Efesto per ordine di Zeus. Lì resterà per moltissimi anni, mentre un rapace gli roderà il fegato che ogni volta si ricostituirà per prolungargli il supplizio.
Pur avendo come personaggi dei e semidei, Prometeo Incatenato è una tragedia fortemente umana: la disperazione di Io, anch’ella vittima degli dei, è posta accanto alla pietà di Oceano e a quella, ben più forte, di Efesto nei confronti di Prometeo; a questi sentimenti più o meno positivi si contrappongono la crudeltà implacabile di Kratos e il cinismo ironico di Ermes. Su tutti, però, campeggia Prometeo: il titano è consapevole di essere vittima di un’ingiustizia, ciò nonostante offre il fianco alla furia degli dei.
“L’identificazione con la nostra storia” commenta Guicciardini, “si spinge fino a farci intravedere nell’eroe martoriato una figura che in sé assomma i diseredati, gli oppressi, i perseguitati, i reietti di ogni tempo e ogni luogo, coloro che si sono posti ai margini della società, o che da questa sono stati respinti per aver osato un riscatto o tentato un qualche perfezionamento nell’ambito della natura morale o intellettuale dell’umanità. Una figura che, in sintesi, ricalca quasi in controluce i lineamenti di un uomo crocifisso, come riconobbe Tertulliano o, ai giorni nostri, Simone Weil”.


«E pur, della mia sorte né favellare né tacere io posso. Ché per un dono che ai mortali io porsi, sotto il giogo sono io di tal destino: la furtiva predai fonte del fuoco nascosta entro la fèrula, che agli uomini maestra fu d’ogni arte, ed util sommo. Di tal misfatto pago il fio, nei lacci, a cielo aperto, turpemente avvinto».
Questo ottobre al Teatro Olimpico di Vicenza, nell’ambito del 59° Ciclo di spettacoli classici, è stato rappresentato Prometeo Incatenato di Eschilo. La scena palladiana ha accolto uno dei maggiori attori della generazione di mezzo, Sebastiano Lo Monaco. La firma dell’allestimento è invece di un grande maestro italiano del teatro, Roberto Guicciardini. La presenza di Lo Monaco è stata una novità assoluta, mentre Guicciardini è tornato sul palcoscenico vicentino dopo anni di assenza. Si tratta di un titolo poco frequentato dai cartelloni dell’Olimpico (l’ultimo allestimento risale al 1999, con la regia di Lamberto Puggelli), anche se la tragedia è tra le più suggestive e intriganti del teatro greco.
Protagonista è il titano Prometeo colpevole di aver portato il fuoco agli uomini e per questo punito da Zeus/Giove il quale ordina a Efesto di portarlo su un dirupo, scortato da Cratos e Bia, dove il suo fegato verrà divorato giorno dopo giorno da un rapace. Mentre viene incatenato, Prometeo non parla. Solo quando i tre si allontanano, inizia il suo appello alle Oceanine in una grande e famosissima monodia: «O luminoso etere, o venti dalle rapidi ali, o sorgenti dei fiumi, sorriso innumerevole delle acque del mare». Il mare ode il suo lamento e le figlie di Oceano accorrono al suo lamento. Prometeo narra loro le proprie colpe e soprattutto di come diede agli uomini il benefico fuoco.
Entra in scena Oceano che interviene per r consigliare Prometeo a ridurre la propria tracotanza e a dimostrare una maggiore remissione; solo così egli potrà aiutarlo. Ma il titano è sprezzante e risponde ironico, respingendo Oceano e i suoi consigli. Riprende a narrare le opere di benevolenza compiute in favore degli uomini e le Oceanine gli chiedono: «Ma tu, Prometeo, perché non provvedi a te stesso?». Il titano, che possiede il dono della preveggenza, accenna a un segreto sul destino di Zeus che egli considera essere l’arma per la sua liberazione: «E col segreto io sfuggirò le pene e i lacci turpi».
Una giovanetta con due brevi corna sulla fronte arriva per caso sulla roccia dove è incatenato Prometeo: è Io, lontana ava di Eracle, che vaga per la terra cercando di scampare alla vendetta che Era ha lanciato contro di lei e al marito infedele, Zeus. Io racconta alle Oceanine le proprie sventure e Prometeo le predice quanto ancora dovrà patire. Ma le annuncia anche la fine di Zeus, se egli non sarà presto liberato. La giovane gli domanda chi mai potrà liberarlo e Prometeo risponde che sarà proprio uno dei suoi figli: «Di terza stirpe, dopo dieci stirpi». E mentre si intravede un finale di giustizia e felicità, entra in scena Zeus a mescolare di nuovo le carte: il dio supremo invia Ermes da Prometeo per sapere quale segreto egli nasconda. Prometeo rifiuta di rivelarlo e una grande rovina lo travolge: la roccia alla quale è incatenato si squarcia ed egli cade nel vuoto, scomparendo per sempre.
Il testo, tradotto da Monica Centanni, presenta complessità linguistiche che rendono difficile la resa della profondità e della bellezza del testo originale. «Nel lessico» commenta la Centanni «si è tentato di alludere all’elaborata complessità dei composti e delle figure, senza comporre parole e immagini, formalmente o retoricamente incompatibili con le strutture della lingua italiana. Nella resa dello stile linguistico dei diversi personaggi e dei cori si è cercato di rispettare, come Eschilo fa, l’ethos delle diverse voci»

10391798_1286322391559_2604480_n

http://www.scenapparente.it/sce_scen02.htm
Schermata 2017-10-08 alle 20.06.16

Annunci

From → Foto, spettacoli

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: