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MALEDETTO PETER PAN – rassegna stampa

gennaio 2, 2018

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Bis tremila e Mentecomica presentano
MALEDETTO PETER PAN
di Michele Bernier e Marie Pascale Osterrieth
(dal fumetto “Le Demon de Midi” di F. Cestac – Ed. Dargaud)
traduzione e adattamento Carlotta Clerici e Antonella Questa
con Michela Andreozzi
direttore di scena Alessandro Greggia
foto di scena Barbara Gravelli
regia Massimiliano Vado

“Maledetto Peter Pan” (in originale “Le Demon de Midi”) è un fortunato spettacolo francese, clamoroso successo di pubblico e critica, che finalmente debutta anche in Italia. Nasce come un fumetto della geniale Florence Cestac, diventato poi uno spettacolo teatrale grazie all’attrice comica Michele Bernier e alla regista Marie Pascale Osterrieth (e successivamente un film), è un progetto tutto femminile. Medesima fortuna ha avuto a Roma, dove, appena dopo tre settimane dal debutto al Teatro Sette, è stato notato dal Teatro Sala Umberto e messo in programmazione all’istante.

A metà tra una commedia, uno stand-up e un monologo, in cui l’attrice porta in scena tutti i personaggi, lo spettacolo nasce dall’idea di raccontare, ridendo fino alle lacrime, un dramma che tutti conoscono: le Corna. Ma non corna qualsiasi, piuttosto quelle generate dalla pericolosissima “Crisi di Mezza Età”, conosciuta anche come “Sindrome di Peter Pan”, una temibile patologia che colpisce gli uomini giunti alle soglie dell’età matura che male accolgono il cambiamento, vissuto più come l’inizio della fine. Come direbbe Piero Angela: “L’esemplare umano maschio, passata la quarantina, è solito abbandonare la sua compagna per rivolgersi verso nuovi pascoli, più verdi, al fine di rinvigorire la sua virilità”. A scapito delle mogli. “Tu sei la Donna Della Mia Vita, lei è un’altra cosa… è una Fatina!” – dice Lui candido, andandosene via proprio con la suddetta, giovanissima Fatina. E chi resta sul divano a fare i conti con la vita, i bilanci, il figlio e soprattutto la Realtà, è Lei: la Moglie, la Donna, la Cornuta che, come prima ipotesi, trova soddisfacente solo quella del suicidio. La voce (rotta, disperata, cattiva ma sempre esilarante) della protagonista, racconta tutte le fasi dell’Elaborazione del Lutto: la Depressione sul Divano, il Confronto con parenti ed amici (che naturalmente già sanno), la ricerca di un Ex Disponibile alla Consolazione, la feroce Autocritica che sfocia nella Flagellazione.

Mille le domande che la protagonista si pone, e noi con lei: cosa fa funzionare una Coppia? Perché alcuni restano insieme ed altri no? A che punto sono i rapporti tra uomo e donna? La Coppia continua a rimanere un mistero, un tema da aggiornare costantemente perché i ruoli, le abitudini e il linguaggio si evolvono. A tutti gli effetti, “Maledetto Peter Pan” è una istantanea della nostra società e sebbene sia ritratta dal punto di vista femminile, tuttavia non è mai contro il Maschio tout-court, anzi. Non ci sono vittime e carnefici, c’è la vita. E la vita non sa mai dove ci porta: è un viaggio che, comunque vada a finire – le ipotesi restano aperte! – ci regala sempre una nuova consapevolezza. Divertente, caldo, consolatorio e irriverente, “Maledetto Peter Pan” riguarda in ultima analisi ognuno di noi: tutti, in un momento o in un altro, ci siamo rotti i denti su quella meravigliosa, devastante, irrinunciabile avventura chiamata Amore. E lo faremo ancora.

http://www.teatrodellacometa.it/spettacolo.php?idspettacolo=85#.Wkt6OiOh09c

immagini.quotidiano.net

RASSEGNA STAMPA:

– Sicché nel mezzo degli scherzi della nostra vita, la moglie s’interroga sulla coppia e ne vien fuori tutta la farsa della quotidianità coniugale e il rapporto uomo-donna e il triangolo lui – lei – l’altra e la competizione moglie – amante. Che ci vuol fare, signora mia, gli uomini si sono alleati con le puttane e hanno fregato le donne. Tutta carica di gesti, espressioni, toni e buffe mimiche da parere un fumetto che, stufo d’esser costretto nella fissità del foglio da disegno, zompi senza catene e libero finalmente, Andreozzi fa la moglie, il marito, l’amante e pure chiacchiera col pubblico, lo prende in giro come sfotte se stessa di modo che ognuno abbia il suo. E scagli la prima pietra chi è moglie o marito senza il peccato d’essersi astenuto dal delizioso peccato originale che suggella il patto fra Adamo ed Eva.

fonte: http://www.marcantonioluciditeatro.it/2016/04/10/maledetto-peter-pan-di-michele-bernier-e-marie-pascale-osterrieth-interprete-solista-michela-andreozzi-al-teatro-due-di-roma/

– Come rendere originale il luogo comune trito e ritrito dell’uomo di mezz’età che lascia la moglie per la propria segretaria, per poi lamentarsi che la nuova fiamma, a cena, gli faccia trovare solo simmenthal? Michela Andreozzi ci riesce perfettamente. Stempera il rischio di una stereotipizzazione “di genere” – le “povere” donne versus gli uomini “infami” – portando in scena un’umanità varia e complessa, per nulla standardizzata. L’attrice, unica interprete di questa gamma sfumata di personaggi, si trasforma camaleonticamente ora nella moglie tradita ora nella donna ossessionata dalla chirurgia estetica che rinnega la monogamia in nome dei toy boys; ora nel marito fedifrago, ora nel cugino veneto bistrattato e cornificato a sua volta; ora nell’amica alcolizzata, ora nell’amante vestita da Trilli con tanto di bacchetta magica.

fonte: http://www.recensito.net/index.php?option=com_k2&view=item&id=14647%3Amaledetto-peter-pan-al-teatro-due-va-in-scena-lo-stereotipo-che-fa-ridere&Itemid=121

– Ma l’Andreozzi ci tiene a spiegare che per lei, nonostante tutto, l’amore c’è ed esiste veramente, ecco perché le ultime battute dell’attrice ci riportano ad una diversa realtà e alla voglia di amare. Nessuna battuta è scontata e le risate che ci strappa sono sincere e genuine, riconoscendoci almeno in uno dei personaggi che porta sul palco.
Questa performance è un vero e proprio dialogo con il pubblico, che più di una volta viene preso come un consigliere a cui raccontare tutti gli avvenimenti della storia per sapere cosa ne pensa. In scena tanti oggetti, che servono a raccontare momenti e attimi del rapporto d’amore. Il rosso del divano diventa il centro del mondo per un cuore spezzato, che si rifugia sempre lì quando vuole scappare dalla realtà. Ma sulle note di “Respect” di Aretha Franklin” la nostra attrice, che un po’ ci rappresenta a tutti, rinasce e ci fa ballare il cuore. È un tripudio di emozioni che solo una brava cantastorie come Michela può tirare fuori. È viva e coinvolgente e ci dà speranza di rinascita in ogni attimo.
Questo spettacolo non è altro che la storia di un viaggio, di una donna, alla ricerca della tranquillità e della felicità che tutte possiamo raggiungere con l’aiuto solo di noi stesse.

fonte: https://www.culturamente.it/news/michela-andreozzi-chiede-ma-lamore-esiste-veramente/

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– Scanzonata e divertente, allegra e coinvolgente. In due parole: Michela Andreozzi. (…)
La “sindrome di Peter Pan”, come viene chiamata la “crisi di mezza età”, che spinge soprattutto l’uomo a tradire, raccontata con un registro comico che si prende beffa del tradimento restituendo la giusta forza alla donna, solitamente la più debole nella coppia. A metà tra la commedia, lo stand-up e il monologo, la regia di Massimiliano Vado regala tante risate ma anche tanta riflessione, adattando il testo anche all’attualità, con riferimenti al premier Renzi e al più recente film-scandalo “50 sfumature di grigio”. In circa un’ora e mezza di spettacolo che diverte in continuazione la Andreozzi passa dall’essere sola ed abbandonata sul divano al momento di dover fare i conti con la propria vita, dal confronto con gli amici, già informati del fattaccio, alla spasmodica quanto infruttuosa ricerca di un ex fidanzato magari da riconquistare per ripartire ed avere “dignità” davanti a tutta la società. Una “dignità” che diventa lo spunto per una feroce autocritica, una sorta di flagellazione morale dove finisce sott’accusa la donna e solo la donna, salvo poi capire che la colpa di quella rottura non è sua o almeno non solo sua.

fonte: http://www.corrieredelsud.it/nsite/informazione-regionale/sicilia/ragusa/20617-teatro-tante-risate-nonostante-il-dramma-delle-corna.html

– Fine dissertazione, a tratti ridanciana, in altri pungente di ironia, pronta a inclinarsi verso il pubblico, tutto lo spettacolo è retto da Michela Andreozzi, che è davvero brava, spontanea, simpatica, anche fuori dalla scena, pronta a cogliere le sollecitazioni della sala e a divertirsi a sua volta, mentre il gioco delle canzonette fa da sponda. Autoironica, versatile nei tanti personaggi, è la moglie tradita che cerca di riemergere dal dolore, salvare la dignità, riaccogliere il marito fedifrago e consolarsi con un’improbabile bulimia sessuale; poi la voce del marito, meschino e scontato, goffo nei suoi vizi, da fare perfino tenerezza; quindi la fatina, semi-alfabetizzata, segretaria ventenne pronta al gusto di una trasgressione facile e banale; per diventare a turno le amiche di lei, gli amici di lui e ancora i genitori di lei.

fonte: http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/maledetto-peter-pan-teatro-sala-umberto-roma.html

– Nel triste panorama del teatro italiano, ogni tanto c’è un sorriso: quello di uno spettacolo che parte a fari spenti e poi, come direbbero i gggiovani, «spacca». (…)
Gli ingredienti del successo sono semplici: un tema universale trattato con criterio archetipico, vale a dire le corna; un testo arguto che veste di nuovo i tanti luoghi comuni cui lo spettacolo volutamente non rinuncia; un’attrice in stato di grazia, sincera e autentica, che interpreta tutti i personaggi con virtuosismo fregolistico. Quindi si ride, si piange, si piange dal ridere, si ride dal piangere.

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/quanto-fanno-ridere-corna-raccontate-michela-andreozzi-1004746.html

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– http://binrome.com/featured/al-teatro-della-cometa-arriva-maledetto-peter-pan-di-michele-bernier-e-marie-pascale-osterrieth/

– http://binrome.com/featured/al-teatro-della-cometa-arriva-maledetto-peter-pan-di-michele-bernier-e-marie-pascale-osterrieth/

– Bersaglio buffo, debole e a tratti patetico, l’adultero finisce schiacciato dalla scoppiettante e dissacrante energia della donna tradita, supportata e consolata da una platea, talvolta e per ovvie ragioni divisa, ma sempre vinta da una ilarità trascinante. Nel trascorrere del racconto l’attrice dialoga con il pubblico – a esso sono dirette tanto le ripetute richieste di aiuto quanto gli interrogativi per districare i suoi dilemmi – e reagisce, con ammirevoli e magistrali tempi teatrali, agli interventi degli spettatori più arditi, divertiti di partecipare a uno spettacolo aperto che li coinvolge tutti.
Per l’istrionica protagonista della serata si tratta dell’ennesima conferma di una carriera in ascesa anche sul grande schermo.

fonte: http://teatro.persinsala.it/maledetto-peter-pan/10192

– Michela Andreozzi discute con il pubblico su diversi temi riguardanti il rapporto di coppia e l’amore. Altro punto di forza dello spettacolo è, come si è detto, la bravura dell’attrice nella pantomima e della mimica facciale: ella, con effetti di grande comicità, riesce in questo modo a portare in scena numerosi personaggi, anche più d’uno, contemporaneamente, sul palco; è questo il caso delle suddette amiche, personaggi surreali, di cui gli atteggiamenti e i vezzi vengono ingigantiti in una visione quasi barocca di queste personalità ognuna con il proprio carattere e tratto caratteristico sul quale Michela Andreozzi “gioca” con la caricatura. Ma è anche il caso dei siparietti portati in scena dalla stessa attrice nei quali “impersona” anche i personaggi maschili, in particolare il marito, durante i loro litigi, ed il figlio, che si trova a vivere una situazione che non comprende diviso tra la madre e l’amante del padre; e quelli in cui, la stessa Andreozzi impersona anche l’amante del marito.
Ed è questo il punto di forza dello spettacolo, che lo rende una commedia riuscita, e contemporaneamente spinge a riflettere su quello che dovrebbe essere il grado di maturità di una donna e un uomo, soprattutto di quest’ultimo, nel commettersi l’una all’altro nel rapporto di coppia.

fonte: http://www.teatro.it/recensioni/maledetto-peter-pan/maledetto-peter-pan-rappr.html

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– La bellezza di questo monologo, di questa stand-up comedy è nel coinvolgimento che Michela ha saputo creare con tutto il pubblico, senza mai interrompere la magia e, anzi, presentandoci tutta la schiera di personaggi del suo repertorio.
Sapienza, tecnica e consapevolezza sono qualità indiscusse nella professionista Michela Andreozzi; che ha recitato, interagito sul palco per due ore, tenendoci incollati alla sedia nella quotidianità dei suoi personaggi, dall’inizio alla fine.
Riscontrare bravura e avere l’occasione di viverla condita da ironia, tenerezza, complicità è un’esperienza che davvero vale la pena di vivere.

fonte: http://thebloggest.eu/amanda/porte-aperte-per-maledetto-peter-pan-con-michela-andreozzi/284

– Dal punto di vista della scena teatrale, e delle scelte di regia, la protagonista Michela Andreozzi, tramite una recitazione improntata alla comicità, espressa tramite la pantomima, la mimica espressiva e le intonazioni di voce, ed una recitazione di tipo interattivo, in cui vi è la “compartecipazione” del pubblico alle battute sceniche, tratta temi dolorosi ma con quel piglio particolare della commedia,  per il quale tramite la leggerezza ed il suscitare il sorriso tra il pubblico, si mettono in mostra alcuni comportamenti di “vizio” per l’uomo che, se possono apparire piccoli ed insignificanti, portano poi con loro conseguenze tristi nell’animo e nella psiche femminili, nel caso dello spettacolo Maledetto Peter Pan, nell’animo e nella psiche della protagonista

fonte: http://www.eroicafenice.com/teatro/maledetto-peter-pan-al-teatro-sancarluccio/

– Come si riconosce un uomo affetto dalla Sindrome di Peter Pan?
Si mette a dieta, fa tardi al lavoro, da apatico diventa iperattivo, va dal dentista e dal barbiere, si rifà il guardaroba, si fa crescere le basette e soprattutto si compra moto e giubbotto di pelle. In questi casi è sicuro: ha un’altra.
Rimedi?
L’uomo va lasciato giocare, senza iper-responsabilizzarlo. Coltivare il Peter Pan del proprio compagno è molto importante.

fonte: https://www.leggo.it/spettacoli/teatro/in_scena_sala_umberto_di_roma-340267.html

– http://www.theatreonweb.it/spettacoli-teatrali-a-roma/maledetto-peter-pan-2-2.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&utm_campaign=theatreonweb

– http://www.oggiroma.it/eventi/spettacoli/maledetto-peter-pan/35885/

 

– Michela Andreozzi è maledettamente brava.
Ne ha dato dimostrazione ieri, alla prima dello spettacolo “Maledetto Peter Pan” in scena al Teatro della Cometa di Roma fino al 28 gennaio.
Una verve innata, un sacro fuoco della recitazione quello che possiede la Andreozzi. Una comicità pura e veritiera, che ricorda il talento di alcuni pilastri della scena Italiana come Bice Valori e Monica Vitti.
Poliedrica nel suo genere, Michela Andreozzi è una vera sorpresa. Sorprendente anche lo spettacolo, grazie alla fenomenica simbiosi che vi è fra lei ed il marito, Massimiliano Vado, regista della commedia. Stacchi di scena perfetti nella durata e nel momento, piacevole gestualità dell’attrice, accompagnamenti musicali giusti. Un connubio divertente di talento naturale, la Andreozzi è l’erede della vecchia comicità, quella autentica. Tanto studio dietro ed una lunga gavetta, combinati insieme al suo innato estro, l’hanno resa un’attrice con la A maiuscola.

fonte: http://www.metropolitanmagazine.it/2018/01/11/maledetto-peter-pan-michela-andreozzi-e-maledettamente-brava/

fonte: il bello e il cattivo tempo

– Sul palco una sola attrice, la Andreozzi, istrionica, comicamente attenta, decisa, che interpreta tutti i personaggi portati in scena con maestria, dialogando con il pubblico, con se stessa e con gli altri personaggi coinvolti nella storia. Gag, battute e riferimenti comici e divertenti coinvolgono il pubblico in una continua ilarità che sfocia in applausi e che l’attrice, sapientemente, utilizza all’interno dello spettacolo, come i commenti che arrivano spontanei dal pubblico. Il tutto accompagnato da una serie di canzoni sapientemente scelte, che accompagnano le fasi dello spettacolo.
“Maledetto Peter Pan” non è solo uno spettacolo teatrale, una recita di un copione, ma anche uno stand-up e un monologo, in cui la protagonista racconta tutte le fasi della separazione, la disperazione, la voglia di lasciarsi andare, il confronto con la realtà, il rapporto con la famiglia e gli amici. Il cercare nel suicidio una via d’uscita, ma anche la consapevolezza dell’importanza della propria vita e lo fa coinvolgendo a più riprese il pubblico. L’altro personaggio di spicco è l’amante, giovane, incapace di comprendere realmente la convivenza con un uomo e il proprio futuro.
Una prova ben superata dalla Andreozzi che diverte e convince gli spettatori.

fonte: http://www.mydreams.it/michela-andreozzi-scena-al-teatro-della-cometa-maledetto-peter-pan/

– In questa indagine all’interno della crisi di mezza età in stile Piero Angela, la Andreozzi si rivela un’attrice caleidoscopica e virtuosa, mostrando ottime abilità di caratterista. Si parte con uno sguardo al suicidio, con l’analisi dei segnali non riconosciuti, con l’autocritica, con “plaid, calzini, kleenex, divano”, con la rabbia, con la solitudine, con la ricerca di un conforto che non arriva mai tra amici e famiglia (cercandolo allora nell’interazione con il pubblico), con l’alternarsi di lacrime e budini; si torna indietro alle prime fasi dell’amore – quando un carrello del supermercato era una gondola – e ci si lascia prendere dal “rock satanico della Pausini”, ci si riconosce in queste dinamiche e si ride di se stessi (come la vicina di poltrona, separata dal marito, che in più di un caso si è trovata a esclamare “Oddio sono io!”).
Eppure, a fine spettacolo, la protagonista indica il marito, lo ringrazia, e ammette di credere nell’esistenza della “coppia felice”, rintracciando come possibile soluzione quella di accettare, fin da subito, i propri Peter Pan.

fonte: https://chiacchiere-dal-foyer.blogspot.it/2018/01/maledetto-peter-pan-michela-andreozzi.html

– La longevità permette agli uomini monogamie seriali, in una vita ne possono vivere anche tre e fare figli tardi, alle donne invece tutto ciò è raramente concesso. Tuttavia ci fa vedere, sempre con il sorriso sulle labbra, che le donne sono più resistenti, più complesse, ma anche più forti nell’affrontare i dolori e la vita, perché dopo essere scese negli inferi sanno sempre tornare a vivere.
A tutti gli effetti, Maledetto Peter Pan è una istantanea della nostra società e sebbene sia ritratta dal punto di vista femminile, tuttavia non è mai contro il Maschio tout-court, anzi. Non ci sono vittime e carnefici, c’è la vita. E la vita non sa mai dove ci porta: è un viaggio che, comunque vada a finire, ci regala sempre una nuova consapevolezza.
“Tu sei la Donna Della Mia Vita, lei è un’altra cosa… è una Fatina!” – dice Lui candido, andandosene via proprio con la suddetta, giovanissima Fatina. E chi resta sul divano a fare i conti con la vita, i bilanci, il figlio e soprattutto la Realtà, è Lei: la Moglie, la Donna, la Cornuta che, come prima ipotesi, trova soddisfacente solo quella del suicidio. La voce (rotta, disperata, cattiva ma sempre esilarante) della protagonista, racconta tutte le fasi dell’Elaborazione del Lutto: la Depressione sul Divano, il Confronto con parenti ed amici (che naturalmente già sanno), la ricerca di un Ex Disponibile alla Consolazione, la feroce Autocritica che sfocia nella Flagellazione.

fonte: http://www.ftnews.it/articolo.asp?cod=1417

– Quasi due ore di brillante one-woman-show rette, senza fatica apparente ma con grande verve, da un’attrice sempre più sciolta e affascinante. Un monologo al femminile capace di tramutarsi in una commedia romantica a tutti gli effetti quando i tanti protagonisti del dramma sentimentale (la portinaia, la nonna, l’ex fidanzato scopertosi gay, il marito fedifrago, le amiche, il figlio, la giovane amante) compaiono in scena. E qui, tutti sono interpretati dalla stessa Andreozzi. Attraverso una marcata gestualità e una perfetta mimica facciale, la protagonista dà vita così ad una galleria di innumerevoli caratteri, maschili e femminili, grotteschi, reali, comici, vividi.
“Maledetto Peter Pan” è uno spaccato di vita vera, contemporanea e quotidiana, un’istantanea sulle dinamiche di coppia e sull’amore oggi. Gli spunti di riflessione sono custoditi tra sorrisi amari e risate a crepapelle e Michela Andreozzi, qui diretta dal marito Massimiliano Vado, è bravissima a raccontare con ironia e leggerezza temi che nella vita proprio non ci farebbero ridere.

fonte: http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/maledetto-peter-pan-michela-andreozzi-teatro-della-cometa-roma-recensione-spettacolo.html

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– È solo la cosiddetta “sindrome di Peter Pan”. Niente di più banale, dunque. A parte lei: la camaleontica e vulcanica Andreozzi, sola sul palcoscenico, se si escludono le “sue personalità” (come lei stessa ammette a fine spettacolo) e tutti i personaggi a cui magistralmente presta voce, gestualità e mimica in quasi due ore di rappresentazione, che scorrono veloci e al ritmo di grasse risate. Quelle del pubblico in sala, badate bene, anche e soprattutto del pubblico maschile.
Lo stesso pubblico che sin da subito si mostra ben disposto a fare da spalla, coinvolto com’è, in quella sorta di “one woman show” che la Andreozzi, diretta dal marito Massimiliano Vado, riesce a tenere in piedi, al punto da guadagnarsi una vera e propria piccola parte, con tanto di luci accese e botta e risposta con l’attrice, nel tentativo di scoprire se la coppia perfetta esiste davvero.
Comico, malizioso, universale Maledetto Peter Pan raccoglie, ancora una volta, un grande consenso da parte del pubblico e si porta a casa il merito di raccontare senza mezzi termini l’altra faccia dell’amore: quella che fa ridere solo a teatro.

fonte: http://www.laplatea.it/index.php/teatro/recensioni/1721-maledetto-peter-pan-se-le-corna-fanno-ridere.html

– Lo spettacolo, trasporta lo spettatore in un possibile scenario nel quale Michela interagisce vivacemente con le coppie in platea. Questo rende lo spettacolo più personale e intimo, tutti si riconoscono un po’ nelle battute, oppure temono di riconoscersi, guardano il partner con sospetto e poi con un diniego pensano, “no a me no, non succede”.
Gli uomini zittiti si sentono messi sotto accusa,  ma si rilassano con lo sviluppo della storia perché in fondo è solo un gioco, il gioco dell’amore, dal quale si può talvolta uscire un po’ acciaccati perché c’est la vie.

fonte: http://www.ilterzonews.it/maledetto-peter-pan-michela-andreozzi-teatro-della-cometa/

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“La verità è che, in fondo, io alla coppia perfetta ci credo.” Dopo un’ora e mezza di esilarante monologo Michela Andreozzi, sul palco di “Maledetto Peter Pan”, spiazza tutti con una frase che le viene dal cuore e con sano romanticismo, smentisce tutto quello che con il suo istrionismo ha raccontato al pubblico del Teatro La Cometa fino a quel momento,presentando al pubblico il suo personale ‘Peter Pan’ alla regia dello spettacolo, Massimiliano Vado.
Un racconto tutto al femminile, la crisi di Lui vista e subita da Lei, costretta a raccogliere i cocci delle intemperanze di un marito che supera gli anta. E intorno a Lei disperata, confusa, arrabbiata ma anche liberata, figure che appaiono e scompaiono per dire la loro e con cui si tratteggia una crisi di mezza età che, a ben vedere, non è esclusivamente maschile. Dall’amica alcolizzata, a quella dipendente dalla chirurgia plastica ma che si ostina a dire di essere tutta ‘naturale’, fino gli improbabili nuovi corteggiatori incontrati dalla protagonista nel goffo tentativo di riprendere in mano la sua vita, la Andreozzi tratteggia con il suo trasformismo un panorama umano semplicemente allo sbando e ne fa oggetto di ironia e lo trasforma in un racconto irresistibile, alla fine del quale lo spettatore viene condotto alla feroce verità: “La coppia perfetta non esiste, facciamocene una ragione”. Anzi meglio, facciamoci una risata.

fonte: https://www.tuacitymag.com/maledetto-peter-pan-lirresistibile-michela-andreozzi-racconta-le-corna-e-la-crisi-di-mezza-eta/

La commedia “Maledetto Peter Pan”, per la regia di Massimiliano Vado, non fa che ricordarcelo, con tanta, tantissima ironia attraverso le centomila maschere di Michela. Tutte insieme raccontano al pubblico la storia di una moglie tradita e abbandonata per la nuova fiamma. Saltellando da un dialetto all’altro Michela Andreozzi interpreta la donna ferita, il marito in piena crisi di mezza età, la segretaria nelle vesti dell’amante e tutti gli altri personaggi, proponendo agli spettatori un caleidoscopio di registri linguistici e di personalità, ma rimanendo sempre fedele a se stessa e alla propria bravura.
Due ore circa di spettacolo scorrono come un fiume in piena, travolgendo un pubblico quasi fagocitato dallo show: si partecipa attivamente alla sofferenza di questa donna, la cornuta, che deve affrontare la solitudine mentre il marito bambinone se la spassa candidamente con la Fatina, ovvero la sua nuova compagna.
E mentre si ride della ineluttabile debolezza umana, viene a galla una verità disarmante. Non sull’amore, ovviamente, che di verità assolute – per fortuna – ne conosce ben poche. Piuttosto sulla nostra natura di “animali sociali”, per dirla alla Aristotele, che nei momenti di profonda crisi devono fare leva esclusivamente sulle proprie forze.

fonte: https://www.culturamente.it/spettacoli/michela-andreozzi-teatro-della-cometa/?utm_source=feedburner&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+culturamente%2FlhEa+%28CulturaMente%29

Michela Andreozzi è sul palco sola e lo riempie tutto, con la sua espressività, i tempi comici, le battute e le situazioni che fanno ridere dall’inizio alla fine. E il pubblico si identifica in pieno, vivendo le varie fasi insieme  alla protagonista cornuta. L’equilibrio di coppia, i primi segni di cambiamento di lui ignorati dall’illusione di lei che all’inizio giustifica tutto, i sospetti, l’estorsione della confessione:  “Tu sei la donna della mia vita, lei è un’altra cosa… è una Fatina!” – dice lui candido, andandosene di casa. E chi resta sul divano a fare i conti con la vita, i bilanci, il figlio e la realtà? è lei  che, come prima ipotesi, trova soddisfacente solo quella del suicidio, ma poi comincerà a confrontarsi con gli amici, a cercare di rifarsi una vita, a riprendersi il marito illudendosi di avere vinto sulla segretaria.

fonte: http://doppiavita.tv/michela-andreozzi-in-maledetto-peter-pan/

Basta a se stessa e allo spettacolo, La Andreozzi, non ha bisogno di chissà quale orpello, o scenografia o costume. Lei che fa la donna tradita, la “fatina troia” con cui suo marito la tradisce, mima le movenze e la personalità di quel marito poco più che insignificante, porta in scena le manie delle sue amiche, e poi in maniera impeccabile tutti i dialetti dello stivale, dal calabrese al bergamasco.
Le battute sono scritte ad arte, è proprio il caso di dirlo, cosa non facile nel momento in cui si va a tradurre un testo e dunque necessita risistemarne il senso ed anche il ritmo.
Sembra azzerare tutte le difficoltà che stanno dietro ad un monologo, Michela Andreozzi; le appartiene una bravura fuori dal comune, come anche quella completa assenza di inibizione che ogni attore dovrebbe possedere.
“Chi crede alla coppia perfetta?”, domanda la protagonista dello spettacolo al suo pubblico, che fino ad allora ha collaborato a che si potesse consumare quel monologo “condiviso”.
Lei sì, ci crede, è innamorata e quel legame di vita con Massimiliano Vado che ha saputo anche divenire sodalizio artistico, racconta di come si può essere felici condividendo quello che si sa fare, stando vicini e apprezzando appieno le doti dell’altro.

fonte: http://www.sicilia24h.it/strepitosa-andreozzi-in-maledetto-peter-pan-in-scena-la-crisi-di-mezza-eta_343408/

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