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QUESTO AMORE

marzo 14, 2018

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Arte e Spettacolo Domovoj presenta
QUESTO AMORE
con Laura Lattuada, Massimiliano Vado, Eleonora De Luca
Tratto dal Romanzo di Roberto Cotroneo
Drammaturgia e Regia di Matteo Tarasco
Spazio Scenico e Luci Matteo Tarasco – Elaborazioni Musicali Fefo Forconi –
Assistente alla Regia Marta Selvaggio – Produzione Esecutiva Marilia Chimenti
foto di scena Matteo Nardone

Da Martedì 20 a Domenica 25 Marzo all’OFF/OFF Theatre, sarà di scena QUESTO AMORE, con Laura Lattuada, Massimiliano Vado ed Eleonora De Luca, tratto dal romanzo omonimo di Roberto Cotroneo, tra gli autori contemporanei più apprezzati, con la drammaturgia e la regia di Matteo Tarasco.
Lo spettacolo racconta la storia d’amore tra Anna, un’insegnante di lettere ed Edo, un ex calciatore di Serie A, due figure tanto distanti tra loro, quanto vicine. Subito vengono alla mente le iconiche storie d’amore della letteratura di tutti i tempi, da Romeo e Giulietta, a Tristano e Isotta passando per Orfeo e Euridice. “Con “Questo amore” – raccontano il regista Matteo Tarasco e l’autore Cotroneo – abbiamo scelto di affrontare il tema di un amore assoluto e impossibile dove assenza e ricordo, attesa e memoria, si incrociano a formare la complessa trama di una storia semplice.”

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NOTE DI REGIA:
FORTE COME LA MORTE E’ AMORE
“Questo amore” è un romanzo folgorante, di profonda bellezza poetica e di altissima fattura stilistica; un romanzo che parla al cuore del lettore con la voce intensa della poesia. Proprio per questo motivo abbiamo ritenuto necessario “dare voce”, la viva voce del teatro, alle parole brucianti di questa straordinaria storia d’amore tra una professoressa e un ex calciatore, che tanto somigliano a Romeo e Giulietta, a Tristano e Isotta, ad Orfeo ed Euridice.
E così, Roberto Cotroneo, sollecitato da me e l’attrice Laura Lattuada, ha deciso di “riscrivere” il romanzo in forma scenica e ne ha tratto una testo teatrale. Ma non si tratta di un mero adattamento del testo originale, né di trasposizione scenica, bensì di una nuova opera, parente del romanzo, nata per gemmazione, l’opera nuova di uno dei più apprezzati romanzieri contemporanei italiani che per la prima volta si misura con la scrittura per il palcoscenico. Questo spettacolo rappresenta un’ideale continuazione del lavoro che io e l’attrice Laura Lattuada, abbiamo intrapreso sulla nuova drammaturgia italiana ed inaugurato con il dittico di Susanna Tamaro, “L’inferno non esiste?”, due storie che parlano di violenza sulle donne. Riteniamo infatti che raccontare l’odierno quotidiano di un paese in forte mutazione, quale il nostro in questo momento, sia un obbligo civile e morale di ogni artista e cittadino. E pertanto abbiamo scelto di intraprendere un percorso di forte impegno e di rinnovamento, suggerendo a scrittori contemporanei di scrivere nuova drammaturgia per un nuovo teatro.

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Anna, una insegnante di lettere, e Edo, un ex calciatore di serie A, si amano sin dal primo istante in cui si conoscono; e sin dal loro primo incontro parlano di poesia, o meglio, parlano di amore attraverso le parole dei poeti più amati, attraverso le pagine dei libri allineati sugli scaffali della libreria che hanno deciso di aprire insieme e che diventa il luogo segreto, pubblico ma al contempo intimo, dove cresce il loro amore. Ma anche il luogo dove Anna attenderà Edo. Perché lui è andato via, non si sa dove, senza motivo, senza un preavviso, come svanito in un nulla incomprensibile, risucchiato in un’altra dimensione. E Anna dedicherà la sua intera vita nell’attesa di Edo, nonostante la loro figlia, oramai adulta, cerchi di dissuadere la madre sognatrice dall’aspettare qualcuno che sembra non volere o non poter tornare indietro.

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Il pensiero va subito alla profondità stilistica delle tragedie shakespeariane. La sofferenza di una madre sognatrice che non vuole rinunciare ai progetti di una vita, in un tunnel ormai fatto solo di flashback per un sentimento vissuto tra i muri pubblici di un negozio, pur mantenendo una insolita intimità domestica.
Tra ricordi, attese vane, fiumi di emozioni e inaspettati risvegli da un coma fisico ed emotivo, una storia semplice con una complessa sceneggiatura che insegna quanto “forte come la morte è l’amore”.

fonte: http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/2018/03/22/quellattesa-ostinata-di-un-amore-cresciuto-fra-le-pagine-dei-libri/#.WrOese4Oi4k.facebook

Anna-Laura Lattuada è la protagonista della storia: madre, moglie e donna. Lei è l’innamorata che aspetta paziente Edo, svanito nel buio di una perdita di memoria e di consapevolezza di sé, scomparso nel nulla. Per questo motivo Edo-Massimiliano Vado, recita indossando una benda nera intorno agli occhi. Anna, è da venti anni in coma per colpa di una caduta dalla bicicletta. La sua incoscienza simboleggia l’attesa del ritorno del marito. Uno stato vegetativo che alimenta però il loro rapporto extra-corporeo a cui lei desidera restare aggrappata per rimanere legata a lui, vedendo e vivendo i ricordi della loro vita insieme.
L’assenza è dolore, ma non verrà mai portata a termine l’elaborazione di quel dolore, fintanto che quell’amore continuerà a vivere attraverso quella vita sospesa. Anna sa bene che l’assenza è comunque presenza persino più intensa di quella reale. Fino a quando lui continuerà a vivere in lei, nel suo universo neurologico semicosciente.
L’assenza è diversa dalla morte, completamente. Anna è consapevole di essere sola e felice, in un modo assurdo, perché il non esserci per lei è diventato un esserci. In una perfetta intersezione obliqua, amore e morte non lottano più fra loro. Il primo, occupando uno spazio nella memoria, vivrà fino a che avranno vita gli impulsi elettrici del cervello.
Il finale è anche il momento tanto atteso della pièce. Esso contiene tutto il senso di quella attesa. Uno scherzo della sorte, o del caso, che si manifesterà in tutta la sua crudeltà beffarda. Nonostante il disperato tentativo di opporsi alla realtà oggettiva, ai tentativi realizzati mediante le cure, i farmaci, i dialoghi di Margherita che si dà da fare con i suoi racconti, le foto, il suo richiamo alla normalità con una candelina da spegnere per il compleanno, il suo cellulare che riproduce Why di Annie Lennox, nel tentativo di svegliarla dal coma, alla fine Anna dovrà accettare di allontanarsi da questo amore. “Perché siamo tutti destinati a ripartire sempre?». Gli applausi sono inevitabili. Un lungo, genuino e inarrestabile fiume in piena come le emozioni che il pubblico ha provato insieme con gli attori, in scena, visibilmente commossi.

fonte: https://www.progettoitalianews.net/news/recensione-di-roberto-stagliano-su-questo-amore-in-scena-alloff-off-theatre-di-roma-fino-al-25-marzo/

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fonte: http://www.hystrio.it/recensione/

edizione 2012 – Spoleto Festival

“Oggi vivo di insonnia e di nostalgie. Specie nei giorni che precedono la primavera, nei giorni di vento, sono preda di rimpianti a cui non so dare un nome.“

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From → spettacoli

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