Vai al contenuto

cose che mi mettono ansia, a teatro:

aprile 11, 2019

Processed with MOLDIV

Quando sono il primo a entrare in sala.
Quando sul palco vedo che non ci sono attori.
Se qualcuno urla senza motivo.
Se qualcuno si spoglia senza motivo.
Se qualcuno copula senza motivo.
Se qualcuno recita senza motivo.
Chiunque usi cocaina prima dello spettacolo.
Chiunque usi superalcolici prima dello spettacolo.
Il direttore di scena che si sbaglia a darti i cinque minuti.
Gli spettacoli più lunghi di due ore.
Le scenografie col tavolino da una parte e il divano dall’altra.
La recitazione mediocre.
Gli spettacoli comici che non girano.
Quando vedo che un attore si dimentica la battuta.
Quando vedo che un attore va a suggeritore.
Quando gli attori si credono performer che fanno tutto tranne che recitare.
Quando la scenografia è fatta all’Ikea.
Quando i costumi sono portati palesemente da casa.
Quando le musiche di scena sono brani di cantanti famosi per arruffianarsi il pubblico.
Quando le luci sono fatte male.
Chi fa finta di piangere.
Chi fa finta di ridere.
Chi fa finta.
Quando nel momento drammatico scatta il controluce rosso.
Quando gli attori sono a piedi scalzi e non c’è motivo.
Quando gli attori si fanno male.
E quando gli attori fanno i disinvolti.
Quando c’è un guasto tecnico e lo spettacolo ricomincia da capo.
Quando vedo movimento dietro le quinte o le quinte che si muovono.
Quando lo spettacolo non comincia puntuale.
Quando i direttori del teatro si inventano orari strani per l’inizio tipo 20:00 o 20:30.
Quando gli attori arrivano in teatro quattro ore prima per concentrarsi.
Quando tutta la critica ne parla bene, o quando tutta la critica ne parla male.
Quando non c’è una trama.
Quando non ci sono dialoghi.
Quando non ce lo spettacolo.
Quando non c’è regia.
Se qualcuno pensa che il viola porti sfortuna.
Se è “teatro civile”.
Se è “teatro impegnato”.
Se è “teatro politico”.
Se è un monologo che mi fa la lezioncina.
Se l’attore ha più ego che talento.
Se il light designer è più importante degli attori.
Se in platea qualcuno dorme.
Se dalla platea sento il traffico fuori.
Se è una rilettura post-moderna di un classico.
Se c’è qualche idea rubata.
Se gli attori puzzano.
Se le quinte non sono inquadrate bene.
Se c’è la pubblicità prima dello spettacolo.
Se squilla un cellulare in platea.
Se qualcuno risponde al cellulare e comincia parlare.
Se tutti tossiscono.
Se non c’è il ritmo.
Se ci sono ruoli di poche battute.
Se qualcuno dice “non esistono piccoli ruoli esistono piccoli attori”.
I marchettari.
I rumorosi.
I permalosi.
Le locandine con le teste reali e i corpi disegnati.
Quelli che lo fanno per caso.
E quelli che sembra che ti fanno il favore.
I registi dispotici.
I registi impreparati.
I registi improvvisati.
La moquette sporca.
Le sedie rotte.
Il bar chiuso.
Le luci al neon.
I teatri mezzi vuoti se c’é la partita.
I posti vuoti in prima fila riservati all’assessore.
Il pressappochismo.
Il gigionismo.
L’esibizionismo.
Lo stocazzismo.
E la noia.

Annunci

From → Idee

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: