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PIRU PIRULÌ

dalla sigla televisiva DI NUOVO TANTE SCUSE..
il brano di apertura dello spettacolo A LETTO DOPO CROSELLO
con la regia di Paola Tiziana Cruciani

Alessandro Longobardi
per Viola Produzioni
presenta
MICHELA ANDREOZZI
con il Maestro Greggia
Piji et Bateaumanouche:
Piji – Voce
Gian Piero Lo Piccolo – Clarinetto
Luca Velotti– Clarinetto
Moreno Viglione – Chitarra Solista
Augusto Creni – Chitarra Solista
Renato Gattone – Contrabbasso
di Andreozzi, Scarselli, Viola
direzione artistica e regia Max Vado
riprese video Barbara Gravelli
aiuto regia Manuela Bisanti

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consigli alle giovani donne che escono con i giovani uomini

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1 – ridete il necessario, non piangete se non è indispensabile. gli uomini sono sensibili solo alla fame e all’eccitazione sessuale; il resto sono passaggi algebricamente inutili. la manipolazione emozionale rende plausibile che durante tutto l’appuntamento o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo pensi a chiunque altra tranne che a voi.

2 – le ballerine, ogni variante dei sandali da frate, le calzature con la suola da scarpe correttive, quelle robe coi pon pon, quelle dove vi esce l’alluce, le hogan, le scarpe che fanno simpatia, gli ugg, le timberland o le birkenstok, faranno solo in modo che durante la serata o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo pensi immediatamente al paginone centrale di Playboy con Ornella Muti in copertina.

3 – se non avete mai visto gli 8 Star Wars e il trailer del prossimo, Il Signore degli Anelli in lingua originale, ogni derivazione di Star Trek, Memento e Wargames, se non citate a memoria la trilogia di Ritorno al Futuro, Clerks, Ghostbusters, Donnie Darko, i Batman di Nolan e tutto Charlie Kaufman, se non avete mai sentito parlare di Stranger Things o Big Bang Theory, sappiate che durante la conversazione o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo penserà immediatamente al mercato del fantacalcio.

4 – se, appena arriva la sua portata a tavola, voi la assaggiate prima che lui la tocchi o la paragonate alla vostra proponendo un cambio, abbiate presente che durante la cena o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo penserà a sua madre; e alle madri di tutti i suoi amici.
vale lo stesso se masticate con la bocca aperta.

5 – quando passeggiate romanticamente evitate di rimanere perennemente indietro di qualche passo, altrimenti farete solo in modo che durante la camminata o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo pensi immediatamente alle condizioni della donna nel mondo islamico facendosi, infine, sedurre dalla fantasia di avere un harem.

6 – se, per tutto il mojito, parlate di gossip, pettegolezzi, acquisti on line, gente che si scopa gente sul posto di lavoro, cocktail col ghiaccio dentro, flirt, trabocchetti seduttivi, gelosia, amiche simpaticissime, anime gemelle, ricette vegane e crudiste, facebook, scarpe, borse e gattini, tutto questo farà solo in modo che durante l’apericena o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo pensi immediatamente a quando sarà possibile scaricare Dream League Soccer 2018 sul suo iphone.

7 – se ci mettete molto tempo a rispondere ai messaggi, se la spunta di whatsapp è il vostro metro di riferimento o anche solo se mandate messaggi vocali di nove minuti in cui dite tutto e il contrario di tutto, è giusto che sappiate che durante ogni conversazione o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo non pensi immediatamente a La Montagna Incantata di Thomas Mann, ma alla versione XXX di Guerre Stellari in cui Ian Solo e Luke Skywalker trombano a panino la principessa Leia durante la cerimonia finale.

8 – se sulle unghie avete dei dipinti rupestri o vi vestite come una fanatica della pastorizia nepalese, è ovvio che appena vi incontra o subito dopo l’amplesso il vostro ragazzo pensi immediatamente al possibile confronto, in terra impari, tra Hulk e la Cosa, stabilendo chi possa essere il più forte. i più fortunati emettono suoni che ricreano l’epico incontro.

9 – se vi sentite in obbligo di criticare la sua relazione con il divano, o anche solo una sua maglietta, sappiate che durante tutta la relazione e subito dopo l’amplesso lui penserà che il regalo perfetto per il vostro prossimo compleanno sia il Kwik E Mart dei Lego.

10 – usare come risposta a una qualunque domanda la parola “niente” renderà sempre possibile che alla fine di ogni amplesso, ma anche durante qualsiasi altro avvenimento di vita comune, compreso il giorno delle vostre nozze o il funerale di una vostra zia pescarese, il vostro ragazzo valuti la possibilità reale di incularsi Lamù, come semplice atto di vendetta.

Do volentieri il mio contributo a patto che sia inutile.

vaga ammissione di snobbismo radical pop

spesso,
non sopporto gli attori e i registi,
con cognizione di causa:
non sopporto gli attori snob, con la puzza sotto il naso qualsiasi cosa li sfiori,
e quelli che non hanno la televisione, e per di più, se ne vantano.
non sopporto i registi che non studiano e che non conoscono i testi fondamentali,
e quelli che non vanno mai a teatro da spettatori;
peggio ancora gli insegnanti di recitazione e regia che si vantano apertamente di non andare a teatro da almeno 30 anni.
non sopporto gli egoriferiti ed egocentrici, che parlano sempre di se stessi, anche in terza persona, e quando ti chiedono di te è solo per sapere cosa pensi di loro.
non sopporto chi copia e chi mistifica, chi si appropria delle idee altrui e le spaccia per proprie,
trascendendo anche la giustificazione minima della citazione.
non sopporto gli esterofili, che in america fanno tutto meglio e i loro metodi sono migliori dei nostri e quindi dobbiamo scappare altrove.
tutti, poi, tornano. sempre.
non sopporto chi si lamenta in continuazione
(me compreso nei periodi più bui della mia esistenza),
e chi condisce ogni suo giudizio con i tratti inconfondibili dell’invidia.
non sopporto gli indolenti di natura, i pigri e gli abulici,
i ministeriali di professione che non si spendono più del dovuto e i ritardatari cronici;
non li sopporto perché si approfittano della passione altrui per sdoganare l’ombra della loro.
non sopporto gli attori che scroccano i passaggi, i libri e le colazioni.
non sopporto chi fa della beneficenza per potersi mettere in mostra e chi ha avuto la possibilità di mantenersi con un alto profilo e ora ha bisogno della beneficenza per vivere.
anche se una legge per gli artisti indigenti, secondo me, è più che necessaria..
non sopporto i nullafacenti e i benestanti che dicono di essere depressi solo per attirare nuovamente l’attenzione su di se.
quelli che stanno sempre male e quelli che si specchiano continuamente.
non sopporto l’approssimazione, il qualunquismo, le divisioni settarie e l’ignoranza;
il pettegolezzo professionale, chi non si lava, le prese in giro e chi fa solo teatro sociale;
la lentezza, il cinismo, gli insulti e chi specula per arricchirsi, riducendo chi di questo lavoro ha fatto una scelta di vita, alla fame.
non sopporto la maggior parte delle persone che fa parte del mio mondo,
ma amo chi sopporta me.
molto.

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titoli

attends Fox Tv schedule presentation on November 30, 2016 in Milan, Italy.

spesso sto zitto per paura di dire la cosa giusta..

ci sono giorni in cui parlo più con gli oggetti che con le persone..

buona parte del mio curriculum si può riassumere con:
– Ciao, ci sarebbe uno spettacolo dove per fare ridere ci mettiamo i petardi nel culo..
– No guarda, non sono interessato.
– Ti paghiamo.
– Luogo e ora, grazie.

ora che bin laden è morto da un pezzo, posso portare lo shampoo sull’aereo?

io sono un uomo che soffre di vertigini scritte..

macchè concerti..
dieci attori o registi visti dal vivo a teatro..
Giorgio Strehler
Carmelo Bene
Glauco Mauri
Arnoldo Foà
Gianrico Tedeschi
Marcello Mastroianni
Vittorio Gassman
Giorgio Albertazzi
Peter Brook
Giorgio Gaber

letto, esci da questo corpo..

cercasi ozio
no perditempo

attends Fox Tv schedule presentation on November 30, 2016 in Milan, Italy.

COME SI DEVE GUARDARE UNA PARTITA DELLA JUVENTUS

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i decaloghi sono la mia specialità.
di solito sono la cosa che scrivo che le persone sui social condividono di più, ma anche quelli per cui mi becco, senza sosta, la maggior parte degli insulti.
è successo quando ho parlato dei critici teatrali e del loro mestiere ormai vetusto, così come quando ho denunciato i reati dell’occupazione del teatro Valle di Roma, poi ripresi dai maggiori giornali e a cui ha seguito il fortunato sgombero.

non ho mai scritto decaloghi sul calcio, anche quando ho unito teatro e sport, ma più per pigrizia congenita che per scarse convinzioni individuali;
per cui, ora e in esclusiva, il mio primo invadente decalogo su
COME SI DEVE GUARDARE UNA PARTITA DELLA JUVENTUS.

1- a meno che sia una giornata soleggiata e primaverile, non andare allo stadio perché, anche se lo Juventus Stadium è uno dei pochi con la visibilità non limitata, per poterla vedere con cognizione di causa e senza approssimazioni, la tv è molto meglio.
a Torino, comunque, se schiatta dal freddo!

2- la partita o si vede in diretta o non si vede affatto.
registrazioni, sintesi, riassunti dei siti tematici non saranno mai la partita per intero e ne daranno, colpevolmente, una descrizione parziale.
già alcune telecronache sono da processare per direttissima, fidiamoci almeno dei nostri occhi, ma in modo competente.
ho visto gente che se le guarda sui cellulari e non riesce a capire neanche dove sta la palla.

3- niente pub con la birretta, circondati da bifolchi dall’igiene precaria, magari tifosi della squadra avversaria. di solito le bevande sono annacquate e gli stuzzichini eccessivamente salati, proprio per completare il trinomio partita scomoda / cibo orrendo / battute poco sagaci degli non juventini.
la Vecchia Signora non si mischia con il volgo. al massimo una sala da the.

4- niente maglietta ufficiale o sciarpe o, per scendere nell’abisso, pantofole bianconere.
l’eleganza è un must che deve precedere la comodità, e lo stile non si deve regalare a nessuno.
siamo tifosi, non zappatori prestati allo sport, sia pure da spettatori.
allo stadio non vestiamoci come dei bambini in vacanza a gardaland, le magliette del proprio idolo lasciamole ai fans di Britney Spears.

5- va benissimo lo streaming, perché pagare per vedere ogni partita è quanto di più volgare possa esistere, soprattutto in fase champions.
paghiamo già abbastanza, subendo tonnellate di sponsor per non dover versare più nulla solo per vedere una partita di cartello, e non siamo succubi della guerra, totalmente idiota quanto scontata, delle pay tv.

6- è lecito parlare col televisore, così come faceva nostra nonna parlando con le soap opera.
sull’insulto colorito ad arbitro e avversari non ci sono limitazioni, pur sapendo che sono del tutto inutili. si rispettino solo i guardialinee.

7- trovo totalmente inconcepibile twittare o whatsappare in continuazione durante la partita, ameno che sappiate di aver concepito una valutazione che sfiori il talento di Fabio Capello. ma anche in quel caso terrei le dita a riposo..
vedo gruppi che cominciano a commentare dal giorno prima, sprecando tonnellate di giga con osservazioni, banali, superflue, stupide e che rasentano la compensazione della propria impotenza. (spesso della propria impotenza sessuale)
guardate la partita, non il vostro ego.

8- il divano è il luogo ideale. gigante, comodo e pieno di persone.
grande schermo su cui non perdersi neanche un pixel, audio al massimo, telecomando lontanissimo.
il tutto annaffiato da coccola zero, salumi piemontesi e alette di pollo fritte. vietata l’insalata di riso.

9- anche se diranno che “non c’è problema” e che “non date fastidio” e che “a loro fa piacere” oppure che ”possiamo star tranquilli che loro se ne vanno nell’altra stanza”, allontanate qualsiasi individuo di sesso femminile.
nessuna di loro resiste alla tentazione di parlare o di passare davanti al televisore durante l’azione più bella della partita.
non lo fanno apposta è che proprio non capiscono..

10- i tifosi della juventus sanno che essere superiori è un obbligo.
non praticano calcio minore, non degenerano, non ingrassano frange violente.
dopo la partita, qualche chiacchiera ma poi, anche se si è appena vinta la coppa campioni, si torna -con un sorriso in più- alla vita regolare.
caroselli, fumogeni, prese in giro, ironia web, clacson e insulti vari all’educazione lasciamoli a quelli delle altre squadre, soprattutto perché spesso hanno solo quello.

questo è quanto.
se sei juventino mi hai capito, altrimenti mi spiace per te.

dedicato a quel tifoso del napoli, carcerato che crede di far l’attore e si spara le pose e che, soprattutto, mi ha minacciato per una battuta sulla juventus: tu sei la dimostrazione che il teatro è arte e non riabilitazione per menti semplici.

come sembrare un attore professionista, a teatro

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uno – batti le finali.
il teatro è anche di parola e far sentire quello che dici potrebbe, a sorpresa, aiutare nella comprensione di trama, svolgimento e personaggi; se biascichi o sfiati o cincischi o te la dici addosso, magari ti senti vero (e vero non sei) ma nessuno ti seguirà mai per più di due battute. che forse proprio perché sfiati sono le uniche che dirai.

due – prendi le luci.
se reciti guardando per terra non ti riconoscerà neanche la zia venuta dal paese; se ti si vede, di solito, è bene, ma se entri in luce come Marlon Brando in Apocalipse now è molto meglio.
studiati i riflettori, diffida dei light designer, diventa amico degli elettricisti, non vergognarti della tua faccia.

tre – impara la parte a memoria
neanche se sei Samuel Beckett puoi permetterti di reinventare un testo perché non te lo ricordi. sapere la parte a memoria i primi giorni di prova è la prima parte obbligatoria per la creazione di un personaggio; il resto a seguire.
se usi il suggeritore il pubblico se ne accorge, così come la tua dislessia.

quattro – parla italiano perfetto ma non fartene accorgere
sappi recitare in dizione perfetta, quando non è richiesto un dialetto, ma senza eccessi di esibizionismo con vocali talmente aperte che non ci crede neanche l’abbonata novantenne.
se dici “bene” con la prima E chiusa, cambia mestiere senza passare dal via.

cinque – non mettere le mani in tasca
ogni personaggio avrà un suo particolare modo di muoversi, ma se li fai tutti, o quasi, con le mani in tasca, o sono inspiegabilmente monchi o non hai veramente nulla da dire e da fargli dire.
questa ostentazione di nonchalance non serve mai e ti fa sembrare una specie di maniaco sessuale: un soldatino di piombo con le mani sull’inguine e nessun interesse per la ballerina.

sei – non fumare in scena
a meno che non sia particolarmente richiesto dal testo,  bere un cognac prima di cena o fumare durante una conversazione, è l’ultimo rimedio del regista disperato che non sa come farti muovere e farti fare delle pause che ricalchino la realtà.

sette – non recitare in prima
se per tutto il tempo guardi verso il pubblico, occhio dilatato, espressione unica e braccia spalancate, ma soprattutto non interagisci con gli altri personaggi forse il tuo egocentrismo sta limitando la tua professionalità.
recitare, talvolta, di spalle è una esperienza che chiunque dovrebbe fare.

otto – sentiti nudo
ormai i nudi gratuiti a teatro sono la cosa che più fa sghignazzare gli esperti, così come l’unica che interessa a chi non è certo venuto per seguire lo spettacolo.
se non è  richiesto  specificatamente dal testo o dalla regia, un bravo attore sa sembrare nudo anche se rimane vestito.

nove – scalda la voce
non sei li per deliziare solo le prime tre file; hanno pagato pure quelli in piccionaia.
spesso hanno pagato solo quelli della piccionaia.

dieci – non puzzare
lavati, deodorati, profumati, cura l’igiene, l’alito e l’odore dei tuoi abiti di scena.
se sei bravo ma spandi odori da cloaca massima nessuna prima attrice vorrà mai più stare in scena con te. giustamente.

questo è quanto.

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